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Gli Aztechi decimati dalla Salmonella

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Fu la febbre tifoide scatenata da un ceppo letale di  Salmonella, a sterminare le popolazioni indigene di Messico e Guatemala dopo l'arrivo dei Conquistadores europei nel XVI secolo. A dimostrarlo sono le tracce di Dna del microrganismo rinvenute nei resti delle vittime dell'epidemia (chiamata 'cocoliztli', in lingua azteca) che colpì l'America centrale tra il 1545 e il 1550.Le hanno analizzate i ricercatori dell'Istituto tedesco Max Planck di Jena, che pubblicano i risultati sulla rivista Nature Ecology and Evolution in collaborazione con l'Università di Harvard e l'Istituto messicano di antropologia e storia.
Come in un episodio di 'C.S.I.', i ricercatori hanno esaminato i resti di 29 indigeni uccisi dal morbo letale e sepolti nel cimitero della città messicana di Teposcolula-Yucundaa, abbandonata dopo l'epidemia.
Dopo aver estratto il Dna antico dalle ossa, gli esperti hanno usato un innovativo programma che permette di cercare ad ampio …

ARRIVA IL 5G: UNO TSUNAMI DI MICROONDE CI SOMMERGERA'

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Una marea invisibile di microonde millimetriche ci sommergerà! L’annuncio di questi giorni parla chiaro: entro il 2018 ben l’80% di Milano sarà coperta. Così come Torino, con le ‘sperimentali’ Bari, Matera, Prato e L’Aquila pronte alla prova su strada. E Roma riscalda i motori e si sta attrezzando. Il 5G, la nuova tecnologia per le comunicazioni senza fili di quinta generazione, sta sbarcando in questi giorni in Italia, come dettato dall’Unione Europea nel 5G Action Plan (un business da 225 miliardi di Euro stimati da qui al 2025) che spinge per l’attuazione di una copertura (praticamente) a tappeto su tutto il territorio nazionale (comprese zone rurali di campagna e parchi naturali) per il lancio dell’ultima frontiera del wireless, frequenze molto potenti nello spettro radio tra 3.6 – 3.8 Ghz per gestire simultaneamente milioni di dispositivi collegati in contemporanea al di sopra di 10 Gigabit al secondo.
EHS - Attualmente tra i vecchi sistemi TACS, GSM, 3G e 4G, da Nord a Sud (isole…

Il sottosuolo di Marte è ricco di ghiaccio

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Nuovi indizi sulla composizione di Marte: dal suo sottosuolo sono venuti alla luce, grazie all'erosione del terreno, 8 depositi di ghiaccio d'acqua. Si tratta di veri e propri blocchi di ghiaccio permanente, che potrebbero essere delle preziose riserve di acqua in vista delle future missioni umane. La presenza di ghiaccio d'aqua a latitudini medie fa pensare che questo sia più comune del previsto su Marte, come emerge dalla ricerca pubblicata sulla rivista Science e condotta dal gruppo del Servizio Geologico degli Stati Uniti (Usgs) coordinato da Colin Dundas.
Deposito di ghiaccio ha uno spessore di 100 metri Le osservazioni, fatte attraverso due strumenti della missione americana Mro (Mars Reconnaissance Orbiter), hanno permesso di osservare in 8 siti la presenza di ghiaccio alla profondità di 2 metri. "L'erosione ha portato alla luce gli strati del suolo che si trovano più in profondità, osservando in un caso anche un deposito di ghiaccio dello spessore di 100 m…