Fisconline

Fisconline è un servizio dell’Agenzia delle Entrate che permette ai contribuenti di fare una serie di operazioni via Internet evitando le code e risparmiando tempo e denaro. Si possono pagare le imposte, consultare atti e versamenti, inviare la propria dichiarazione dei redditi, registrare contratti di affitto. Oltre a una serie di altri servizi. Per accedere è necessario andare sul sito dell’Agenzia dell’Entrate e cliccare sul loghetto di Fisconline.

Il servizio offre certamente dei vantaggi ma riserva anche alcuni inconvenienti. Noi di Yahoo! Finanza abbiamo provato per voi le operazioni iniziali: la richiesta del codice Pin e l’accesso. Ci aspettavamo una procedura facile e veloce. Invece si è rilevata più complicata del previsto. Vi raccontiamo la nostra esperienza.

Per usufruire dei servizi di Fisconline è necessario prima di tutto registrarsi e ottenere un codice di identificazione personale. Per riceverlo clicchiamo sul logo di Fisconline nell’homepage del sito dell’Agenzia. Apprendiamo che dobbiamo cliccare su una scritta in rosso, seminascosta tra le righe del testo della pagina web: “Istruzioni e modello per utenti Fisconline”. (Anche provando il percorso classico per la registrazione sui siti Internet, ovvero il box con nome utente, password e link per registrarsi, si arriva sulle stesse pagine). A quel punto accediamo alla pagina “Richiesta del Pin”, che spiega nel dettaglio il modo per avere il codice.

Istruzioni per richiedere il Pin
La procedura cambia a seconda che l’utente sia una persona fisica, una società o una persona fisica in possesso di Carta Nazionale dei Servizi. Nel sito si legge che le persone fisiche (la tipologia di contribuente per cui abbiamo effettuato la prova) devono fornire “codice fiscale, tipo di dichiarazione presentata (730, Unico, nessuna), la modalità di presentazione adottata, il reddito complessivo dichiarato”. La dichiarazione dei redditi richiesta è quella relativa all’anno precedente. Di conseguenza, a rigor di logica, chi vuole abilitarsi nel 2012 dovrebbe fornire la dichiarazione del 2011, che fa riferimento all’anno di imposta 2010. Invece, l’anno di imposta richiesto a gennaio del 2012 è il 2009. Già qui si presenta la prima seria difficoltà: e se un utente non la ricorda o non si trova a portata di mano la dichiarazione di due anni prima? Deve procurarsela. Altrimenti, niente Fisconline.

Modulo per l'inserimento dei dati
Previdenti, però, ci procuriamo la dichiarazione richiesta. Cerchiamo all'interno della pagina il link per fare la registrazione. Intuitivamente, ce lo aspetteremmo a fine pagina. Invece no: al modulo ci si arriva cliccando sulla sinistra nel box “Richiesta del Pin” (ha lo stesso "titolo” della pagina) alla voce “Persone fisiche”. Le altre categorie non le prendiamo in considerazione. Finalmente “atterriamo” sulla pagina per registrarci: inseriamo i dati richiesti e al primo tentativo forniamo volutamente un dato sbagliato sulla dichiarazione per vedere cosa succede. Il sito ci dice che i dati immessi non corrispondono alle informazioni in possesso dell’Agenzia e ci invita a inserire i dati corretti.

Prima di farlo, ricorriamo a uno degli altri due sistemi per ottenere il Pin: la telefonata al numero verde dell’Agenzia. (Il terzo metodo consiste nel compilare un modulo di richiesta direttamente a un ufficio dell’Agenzia delle Entrate). La voce elettronica che risponde al telefono richiede l’inserimento di una dichiarazione dei redditi ancora più “vecchia”, quella del 2007, riferita all’anno di imposta 2006. Come trovare una dichiarazione di cinque anni prima? Proviamo a telefonare al commercialista ma sfortunatamente, nel nostro caso, neanche lui è in possesso di quel dato: “Mi dispiace, ma a quell’epoca non tenevo io la tua contabilità. Dovresti rivolgerti all’altro commercialista, se in quel periodo ne avevi uno, cercare tra le tue carte oppure contattare direttamente l’Agenzia delle Entrate”. Ecco, contattare l’Agenzia. Era proprio quello che stavamo cercando di fare. Ma il commercialista non lo sapeva. Così, abbandoniamo l’idea di ottenere il codice di identificazione telefonicamente e riproviamo online, stavolta fornendo i dati corretti, che corrispondono con quelli in possesso dell’Agenzia.

Ce l’abbiamo quasi fatta. Fisconline ci fornisce il Pin, ma non è intero. Per motivi di sicurezza, online sono disponibili solo le prime quattro cifre del codice. Per le altre sei bisogna aspettare: l’Agenzia le invierà per posta (non elettronica) al nostro indirizzo fisico. Tempo di attesa? Nel nostro caso, circa quindici giorni. Nel frattempo però ci siamo dimenticati di appuntarci le prime cifre del Pin: nella fretta, capita. Clicchiamo su “Indietro” per tornare alla pagina web che contiene i nostri preziosi numerini, ma niente: il codice non è più visibile. Lo cerchiamo altrove: sulla sinistra c’è il pulsante “Stato della richiesta del Pin”. Clic. Per ottenere i dati che ci servono dobbiamo digitare anche il numero della domanda di abilitazione. Si tratta, come avremmo scoperto solo dopo, del numero identificativo della richiesta ed è scritto nella stessa schermata in cui sono visualizzate le prime cifre del Pin.

Sono passati cinque minuti e ancora non abbiamo trovato il metodo per recuperare la prima parte del Pin. Stiamo già per abbandonare l’impresa quando, leggendo con attenzione ogni indicazione della pagina web di accesso, scoviamo la scritta “Ristampa prima parte Pin”. Per fortuna è quello che ci serve: clicchiamo, reinseriamo i dati che avevamo immesso all’inizio e riotteniamo le prime quattro cifre del Pin che avevamo dimenticato di appuntare. E visto che ci siamo, prendiamo nota anche del numero della domanda di abilitazione. Non si sa mai.

Passano quindici giorni, ci arriva l’attesa lettera dell’Agenzia delle Entrate contenente i codici richiesti: siamo pronti per usufruire dei servizi. Torniamo sul sito con il Pin completo. Riclicchiamo su “Servizi online”, ma stavolta, per inserire i dati, dobbiamo cliccare su “Credenziali di accesso (utente e password)”. Anche questo passaggio non è così intuitivo, perché individuare il link giusto (“Credenziali di accesso…”) infilato in un testo più ampio non è così agevole.

La pagina in cui si richiedono le credenziali di accesso
Dopo il fatidico clic siamo nell’area di accesso ai servizi: sono richiesti “Utente” e “Password”. Il nostro nome “Utente”, scopriamo leggendo, è il nostro codice fiscale: inserito. La “Password”, diversa dal Pin, ce l’hanno inviata per posta insieme al codice di identificazione. La probabilità di confondersi tra Password e Pin, almeno all’inizio, non è bassa. In ogni caso, ce l’abbiamo con noi e la digitiamo. La prima, quella scritta nella lettera inviataci dall’Agenzia, risulta già scaduta. Il sito ci chiede di sostituirla con una nuova. Solo dopo questa ulteriore operazione possiamo dire: “Missione compiuta”.

Ci troviamo nella sezioneLa mia scrivania”, possiamo utilizzare i servizi di Fisconline, e non sappiamo ancora quando ci servirà inserire il Pin. Quello che sappiamo è che per arrivare a quest’obiettivo ci abbiamo messo più di quindici giorni e che la procedura di accesso su Internet ci ha fatto passare, nel complesso, circa un’ora sul computer. Nel frattempo, lo confessiamo, abbiamo provato un po’ di nostalgia per le care vecchie code agli sportelli.
[fonte yahoo]

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