Il ministro Severino a Catania: «Al Paese serve la spinta nobile dei giudici»

Il guardasigilli invita i magistrati a una giustizia efficiente e a vincere il divario tra Sud Italia e l'Europa.

«Oggi il Paese ha proprio bisogno di recuperare in tutti i settori lo stesso spirito di servizio, questa spinta nobile di chi svolge una qualsiasi pubblica funzione senza altri obiettivi che quello di adempiere al proprio dovere. Una spinta che in una realtà così difficile, condividete con i nostri dirigenti e personale amministrativo che con voi affronta ogni giorno rischi e fatiche». Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Catania. Il ministro ha citato l'esempio di Giovanni Falcone: «In Sicilia la criminalità organizzata rende diverso e più oneroso il lavoro quotidiano. Qui si vive in prima linea - aggiunge - e i risultati lusinghieri sono stati pagati a caro prezzo dai servitori dello stato. A chi mi chiede chi me lo fa fare rispondo come Falcone: lo spirito di servizio».

LA SFIDA - Nel mondo della giustizia c'è «da vincere una sfida nella sfida»: la distanza tra il Sud dell'Italia e l'Europa ha detto ancora il ministro. «Da questo distretto l'Europa può forse sembrare più lontana, ma il miglior modo per accorciare questa distanza è quello di provare a capovolgere l'Italia, a ripartire dal Sud, dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Campania, da città come Catania dove di certo non mancano i problemi ma si può fare affidamento su intelligenze creative e brillanti capaci di proseguire su quell'impegno civile di cui già è stata data ampia prova».

SEDI DISAGIATE - Il ministro della Giustizia ha anche toccato il tema delle sedi disagiate: «Bisogna prendere atto che i meccanismi incentivanti per la copertura delle sedi disagiate, pur apprezzabili, non si sono dimostrati in grado di fronteggiare interamente questa emergenza, soprattutto nelle procure di frontiera. Su questo tema e sui rimedi sono aperta al confronto con il Csm e disponibile a cercare soluzioni condivise».

GIUSTIZIA EFFICIENTE - «Rendere la giustizia efficiente, il magistrato capace di organizzare al meglio i propri uffici e amministrare la giustizia coltivando la specializzazione, costruire un modello di avvocatura attento ai valori della concorrenza leale e capace di elevare il proprio livello qualitativo, rappresentano le sfide nelle quali ci dovremo cimentare». Sono anche questi gli altri inviti che il ministro ha rivolto ai magistrati. «Vorrei ricordare - ha aggiunto - che la storia ha dimostrato che da ogni crisi economica di dimensioni planetarie, come quella che oggi ci affligge - sono sempre nate nuove opportunità di crescita e di sviluppo di cui si sono avvantaggiati soprattutto quei paesi che, prima di altri, hanno saputo ripensare e ricostruire il loro modello di società. Ed è quello che ciascuno di noi - ha concluso - con il proprio contributo e con la doverosa rinuncia a qualche privilegio, sta cercando di fare».

LE CARCERI - Il ministro ha affrontato anche il grave problema del sovraffollamento delle carceri: «Dallo stato delle carceri si misura il livello di civiltà di un Paese» anche perchè lo Stato non ripaga mai con la vendetta ma vince con il diritto e l'applicazione scrupolosa di regole e legge».
[fonte c.d.s.]

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