Terremoti e loro localizzazione, la differenza fra epicentro ed ipocentro

Quando viene registrata una scossa sismica, uno dei dati che vengono forniti insieme alla magnitudo ed all’orario, è la posizione dell’epicentro e dell’ipocentro. Spesso però viene fatta confusione fra questi due nomi.

Le scosse sismiche hanno origine da una rottura che avviene in profondità lungo spaccature chiamate faglie. L’energia elastica accumulatasi in anni e anni si libera tutta insieme, proprio come succede quando un bastoncino di legno si spezza dopo esser stato piegato eccessivamente.
Il punto in cui questa rottura avviene è quello che noi chiamiamo ipocentro. Del resto il prefisso ipo-, derivato dal greco, ha come significato proprio “sotto” (basti pensare ad esempio alla parola “ipogeo”). 

Si tratta quindi del punto in cui avviene la rottura ed a partire dal quale si diramano le onde sismiche. Esso può essere localizzato a poche centinaia di metri di profondità come a 10 km, fino a centinaia di km di profondità nelle zone di subduzione (lungo i cosiddetti piani di Benioff). Quanto più superficiale sarà l’ipocentro, tanto più il terremoto verrà avvertito in superficie. È anche vero che terremoti profondi, in particolare quelli con una magnitudo elevata, vengono avvertiti in aree geografiche ben più vaste.

L’epicentro è invece il punto della superficie terrestre che si trova sulla verticale dell’ipocentro. Anche in questo caso un aiuto ce lo dà il greco antico, perché il prefisso epi- vuol dire “sopra” (basti pensare anche a“epidermico”).

Tracciando quindi una verticale dall’ipocentro alla superficie terrestre, si arriva a definire un punto geografico che noi definiamo epicentro. In termini geometrici esso è la proiezione dell’ipocentro sulla superficie terrestre. In generale la zona dell’epicentro è quella dove la scossa sismica viene avvertita maggiormente, ma non sempre è così. Ad influire sul risentimento sismico è infatti anche la natura dei terreni attraverso i quali le onde sismiche si propagano. Alcuni tipi di terreno, in particolare i depositi alluvionali, amplificano le onde, mentre i depositi rocciosi no. Il comportamento diverso delle onde sismiche è influenzato anche da fattori geografici: ad esempio le onde sismiche tendono ad essere amplificate da alture geografiche, zone vallive, conche, mentre si disperdono con più facilità nelle pianure. Un esempio che viene sempre citato a riguardo è quello del terremoto di Città del Messico del settembre 1985, quando un sisma molto forte che si era verificato sulla costa Pacifica produsse molti più danni a Città del Messico, situata a 300 km dall’epicentro, che nella zona dell’epicentro stesso. Questo perché la capitale messicana è costruita al di sopra di depositi lacustri molto soffici e all’interno di una conca naturale, tutti fattori che amplificarono a dismisura le onde sismiche producendo danni enormi e moltissime vittime.
[fonte meteo-w.]

Commenti

Post popolari in questo blog

E se vivessimo in un universo che è un’illusione?

24 novembre 2010 - [I cerchi nel grano indicano questa data]

MAPPA DEI VULCANI ATTIVI NEL MONDO