Deep Impact nel 2036 – La Russia crea un sistema di rilevamento di meteoriti attivo dal 2030

Il sistema per il rilevamento dei corpi celesti pericolosi sembra sia stato avviato in Russia entro il 2030, ma già scienzieti e ricercatori sono al lavoro per la costruzione di uno scudo di difesa spaziale. Rammentiamo che attualmente nessun Paese è tecnicamente in grado di distruggere gli oggetti spaziali come il meteorite di Chelyabinsk, ritiene il direttore dell’Istituto di Astronomia dell’Accademia Russa delle Scienze, Boris Shustov.

Questo problema è diventato attuale in Russia e in tutto il mondo dopo la caduta del meteorite nella regione di Chelyabinsk a febbraio dell’anno scorso. L’onda d’urto ha fracassato le finestre in oltre 7 mila edifici, i frammenti di vetro hanno ferito oltre 1600 persone. Ma nel frattempo, la corsa verso la costruzione di uno scudo di difesa spaziale, sembra abbia avuto un accelerazione nei progetti sulla costruzione. Il 13 aprile 2036, che cade di domenica di Pasqua, alle 22,45 un asteroide di 320 metri di diametro, e di 200 miliardi di tonnellate di peso, si potrebbe abbattere sulla terra. Si chiama Apophis (meglio conosciuto come 99.942) ed è una vecchia conoscenza di studiosi e astronomi di mezzo mondo. Sono anni che lo tengono sotto controllo. Anni che tentano di calcolare con precisione le probabilità di impatto sulla terra. E anni che litigano sui pericoli reali di una minaccia del genere.
Poi, proprio in questi giorni, a sorpresa, è arrivato l’annuncio: il rischio che l’asteroide possa schiantarsi sul nostro pianeta è più che reale. Bisogna fare qualcosa.

DEEP IMPACT – Allarme Apophis nel 2036
Come pubblicato sul quotidiano retenews24.it, l’allarme di un impatto disastroso sembra sia partito direttamente dal Dr. Anatoly Perminov,  capo dell’Agenzia spaziale russa, che ha scelto la testata Fox News per comunicare al mondo che ormai non c’è più tempo da perdere e che i russi promuoveranno un vertice internazionale tra le maggiori agenzie spaziali del mondo per valutare se inviare una navetta spaziale e distruggere Apophis. IL capo dell’Agenzia spaziale russa si è incontrato con il suo collega americano Charles Bolden (amministratore della NASA) per studiare insieme un modo per difgenderci da un eventuale impatto da parte di meteore e asteroidi. Da parte sua Perminov ha ribadito a Bolden che esiste il pericolo di impatto e ha invitato tutti gli esperti, ad abbandonare le speculazioni scientifiche e dare finalmente per scontata la grave incombenza.

Apophis, che prende il nome dal dio egizio Apopi, soprannominato “il distruttore”, e considerato la divinità del buio e del Caos, dovrebbe schiantarsi in un’area compresa tra l’Arabia e il Giappone, o tra il Madagascar e la Nuova Guinea, o in Siberia. Ma secondo gli ultimi calcoli potrebbe anche finire nell’oceano Pacifico, tra la California e le Hawaii, generando un gigantesco Tsunami, pari a 100.000 volte l’effetto della bomba atomica che distrusse Hiroshima nell’agosto del 1945.

Per Anatoly Perminov, inoltre, nel 2029 l’asteroide potrebbe essere così vicino alla Terra da poter essere individuato anche ad occhio nudo. Sette anni dopo, l’impatto definitivo. E allora, senza mezzi termini, Perminov ci è andato giù duro: “La vita di centinaia di migliaia di persone è in serio pericolo. Bisognerà investire centinaia di milioni di dollari e costruire un sistema teso a prevenire l’impatto, piuttosto che stare ad aspettare, o peggio ancora a litigare, su quello che accadrà”.

Il mondo è avvisato. Bisogna rimboccarsi le maniche. Mettendo da parte perplessità e dubbi. E magari riconoscendo che già un anno fa l’allarme Apophis era stato lanciato anche da un ragazzino di 13 anni. Nico Marquardt (piccolo genio tedesco che ha osservato l’asteroide col telescopio dell’istituto di astrofisica di Potsdam, a Babelsberg, e di cui già avevamo parlato su queste pagine) aveva calcolato che le probabilità di impatto dell’asteroide distruttore erano molto diverse da quelle calcolate dalla Nasa.
Gli scienziati di Houston avevano stimato che c’era una probabilità su 45mila che il pericoloso Apophis potesse colpire la Terra. Nico  Marquardt, senza timori reverenziali, aveva replicato che la probabilità è più allarmante. Una su 450! Fino ad ora nessuno gli aveva dato troppo credito.
[fonte retenews24]

Precedente articolo: [link]

Commenti

Post popolari in questo blog

E se vivessimo in un universo che è un’illusione?

24 novembre 2010 - [I cerchi nel grano indicano questa data]

MAPPA DEI VULCANI ATTIVI NEL MONDO