Il riscaldamento dell’Artico riduce il freddo estremo su Europa e USA

Un nuovo modello matematico smentisce che il riscaldamento ‘accelerato’ dell’Artico stia aumentando gli episodi di freddo intenso simili a quelli che hanno flagellato gli Stati Uniti lo scorso gennaio. Al contrario, i dati dimostrano che si sta riducendo la variabilita’ delle temperature autunnali e invernali alle medie e alte latitudini dell’emisfero settentrionale. E’ questa la conclusione dello studio pubblicato su Nature Climate Change dal matematico James A. Screen dell’universita’ di Exeter, in Gran Bretagna. 

Il ricercatore ha preso in esame i dati relativi alle temperature autunnali e invernali registrate nell’emisfero settentrionale dagli anni Ottanta ad oggi scoprendo che stanno diventando sempre piu’ costanti. Questo sarebbe dovuto al fatto che i venti settentrionali e i giorni freddi ad essi collegati si stanno riscaldando piu’ rapidamente rispetto ai venti meridionali e ai relativi giorni caldi. ”I giorni piu’ freddi – spiega Screen – si verificano quando i venti soffiano da nord, portando aria artica verso le medie latitudini. Dato che il vento artico si sta riscaldando cosi’ rapidamente, in queste giornate sperimentiamo un freddo meno intenso rispetto al passato”. I modelli matematici piu’ avanzati dimostrano che questo trend si manterra’ anche nel corso del prossimo secolo, con una riduzione della variabilita’ delle temperatura in tutte le stagioni, estate esclusa.
[fonte meteo-w.]

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