Scoperto un oceano "potenziale" nelle profondità degli Stati Uniti

Un gruppo di ricercatori della Northwestern Universit e dell'Università del Messico, coordinati dal professor Brandon Schmandt, ha riportato prove dell'esistenza di un oceano di acqua nelle profondità degli Stati Uniti. 

Si tratterebbe però, a quanto si legge su Science, di un oceano "potenziale": gli elementi che compongono l'acqua, idrogeno e ossigeno, sono infatti legati nelle rocce in profondità nel mantello terrestre. E quindi quella che potrebbe rappresentare, in termini quantitativi, la più grande riserva d'acqua del Pianeta non si presenta nella familiare forma liquida.

Deposito situato tra 250 e 410 miglia di profondità - Gli scienziati hanno a lungo supposto che uno strato roccioso situato tra 250 e 410 miglia di profondità, delimitato dal mantello superiore e da quello inferiore, potesse essere ricco d'acqua. Il nuovo studio è il primo a fornire una prova diretta che in questa zona potrebbe effettivamente esserci acqua. Inoltre, la regione si estenderebbe sotto la maggior parte degli Stati Uniti. L'acqua sarebbe in una forma anomala, imprigionata nella struttura molecolare di un minerale azzurro chiamato ringwoodite.

Oltre 2 mila sensori per individuare l'enorme bacino - I ricercatori, per giungere a tali conclusioni, “hanno utilizzato un approccio multidisciplinare che comprende l'analisi dei dati delle reti sismiche, esperimenti in laboratorio ad elevatissime pressioni, e modelli numerici: un approccio vincente per la geologia moderna”. Gli scienziati hanno infatti ricostruito la mappa del sottosuolo utilizzando i dati di 2.000 sensori sismici, combinati con i dati raccolti in laboratorio simulando gli effetti sulle rocce delle pressioni elevatissime che entrano in azione a grandi profondità.

Riserva 3 volte superiore all'acqua degli oceani - Per dare un'idea della quantità di "acqua" presente, i ricercatori hanno spiegato che se il peso delle rocce che si trova in questa zona particolare, detta "di transizione", fosse dovuto all'acqua solo per l'un per cento, si avrebbe a disposizione una riserva di tre volte superiore alla quantità di acqua dei nostri oceani. E’ ''un risultato che apre nuove strade per comprendere i meccanismi evolutivi del nostro pianeta'', commenta il sismologo Alessandro Amato, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).
[fonte tiscali - Ingv]

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