Siberia, il mistero della voragine: scoperti altri due crateri

Mentre gli scienziati stanno ancora studiando le cause della gigantesca voragine scoperta in Siberia alcuni giorni fa, altre due 'bocche' di dimensioni minori, sono state fotografate, sempre nel nord della Russia, ma a diverse centinaia di chilometri di distanza. Lo scrive il Siberian Times. Il secondo degli altri due buchi si trova, più a sud del primo, ancora nel distretto di Yamal (che tradotto significa "la fine del mondo") e ha un diametro di circa 15 metri. Il terzo invece è a est dei primi due, nella penisola Taymyr. 

Il secondo fenomeno avrebbe però dei testimoni. Si sarebbe formato, secondo quanto raccontano i residenti, il 27 settembre 2013 a seguito di una fumata e poi un lampo. Qualcun altro avrebbe visto cadere un oggetto dal cielo. Questo conferma anche l'ipotesi delle autorità russe che nei giorni scorsi avevano dichiarato come il primo buco trovato si fosse formato uno o due anni fa. Le tre voragini hanno caratteristiche simili e alcune differenze. 

In fondo alla prima (a una profondità di circa 70 metri) è stato trovato un lago mentre il terzo possiede la forma di un perfetto cono. Secondo gli esperti non è verosimile che si tratti di qualcosa causata direttamente dall'uomo, resta in piedi per ora l'ipotesi di una esplosione sotterranea causata dall'enorme presenza di gas in questi territori e connessa con lo scioglimento del permafrost a causa dell'innalzamento delle temperature. 

Lo studio dei campioni recuperati sul posto continua allo scopo di permettere, una volta individuate le cause, la previsione di questo tipo di eventi che sembrano piuttosto frequenti e destano preoccupazione in una zona molto importante per lo sfruttamento di uno dei più importanti bacini di metano della Russia. 
[fonte rep.ca]

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