Così uccide l’amianto. Ecco i dati

Ogni anno, in Italia, 1200 persone muoiono per inquinamento da amianto.

E’ il crudo dato che giunge dall’ISS (Istituto Superiore Sanità) e denunciato dal co-portavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli: “Questi sono i dati recenti dello studio scientifico e rappresentano solo la punta di un iceberg: i controlli non sono stati avviati in modo completo. Intorno ai grandi poli chimici e petrolchimici, nelle vicinanze di centrali elettriche e siderurgiche, di miniere, porti, discariche e inceneritori la mortalità è più alta del 15 per cento rispetto al resto del Paese”.

La ‘punta dell’iceberg’ "a cui si riferisce Borelli nella denuncia" riguarda, difatti, una miserrima porzione di mezzo milione di siti disseminati in tutta Italia e ancora da bonificare.
L’amianto venne dichiarato pericoloso già in una sentenza del 1906 e da allora non ha mai smesso di uccidere.

Dalla Ferriera di Servola a Trieste al Sulcis, da Brescia a Milazzo: con tassi più alti soprattutto al Sud, si conta un’impennata del 32 per cento dei decessi per tumore della pleura :  “Le vie respiratorie sono quelle più colpite e dove c’è presenza di amianto le morti in eccesso per tumore polmonare sono ben 330 e quelle per carcinoma pleurico sono il triplo della norma (416 morti in eccesso). Il tumore al polmone fa vittime intorno a poli petrolchimici e raffinerie (643 casi), Mentre i dati sugli inceneritori – spiega Bonelli – dicono che nei loro dintorni la percentuale di carcinomi al fegato è doppia rispetto agli standard- poi la scoraggiante realtà nell’osservazione – Purtroppo la popolazione che muore a causa dell’inquinamento non si trova solo a Taranto o Casale Monferrato ma in tutta Italia e riguarda la Ferriera di Servola a Trieste che è un’altra Ilva a causa delle emissioni di benzoapirene, che provocherebbero l’aumento di mortalità per malattie acute respiratorie e per tumori del colon retto”.

Che la bonifica dell’amianto tutela l’ambiente e la salute ad un prezzo sostenibile non è ancora chiaro a molte aziende che vedono gli operai lavorare senza mascherine e senza aspiratori, e che si disfano delle polveri da amianto raccolte sul pavimento con una spazzata a terra. Da qui, infatti, la pericolosità del composto: le lastre di amianto-cemento hanno una pericolosità modesta finché sono in buone condizioni e senza fratture, dalle quali invece si disperdono con facilità le fibre immerse nel cemento.

E’ relativamente un composto pigro l’amianto dal punto di vista chimico e resiste alla combustione; requisiti doc per la realizzazione di coibentazione antincendio delle strutture d’acciaio e  per dare consistenza alle lamine di cemento ricavate dalle peculiari fibre dell’asbesto, proprio quelle che- se respirate- intasano le vie respiratorie e portano il cancro.

Tubi, comignoli sui tetti, condutture, canne fumarie, cisterne dell’acqua, tetti ondulati.

Malcuranze parallele al mondo della costruzione che segnano da troppo tempo la “mappa dei veleni”, dove continua a salire il numero dei siti inquinati; a tal proposito, cresce il risentimento dei lavoratori e dei Sindacati, ma pure le contraddizioni:  il Ministro dell’Ambiente Galletti ha inserito norme nel decreto 91/2014 che autorizzano l’aumento dei limiti di inquinamento per gli scarichi industriali a mare.
[fonte restoalsud - Gioviana Tedeschi]

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