Allarme degli scienziati: "Entro il 2050 i super batteri uccideranno più del cancro"

I super batteri resistenti agli antibiotici uccidono attualmente centinaia di migliaia di persone all’anno ed entro il 2050 questa cifra potrebbe superare 10 milioni, con un costo di 100mila miliardi di dollari che ricadranno sull’economia globale. È quanto emerge da uno studio condotto da una commissione creata dal primo ministro britannico David Cameron e guidata dall’economista Jim O’Neill. Attualmente i germi resistenti ai farmaci uccidono centinaia di migliaia di persone all’anno, ma secondo gli esperti la situazione peggiorerà se non sarà adottata un’azione urgente.

Una minaccia molto reale e preoccupante - Nel rapporto si cita l’esempio di un tipo del batterio di E. coli, diventato resistente agli antibiotici e per il quale non esiste attualmente una cura. La commissione guidata da O’Neill ha fatto sapere che cercherà di individuare “soluzioni a lungo termine audaci, chiare e pratiche” per affrontare il problema, e che presenterà il suo rapporto finale nel 2016. Politici e scienziati hanno avvertito negli ultimi anni della necessità di trovare una cura per le infezioni resistenti ai farmaci e Cameron ha dichiarato nei mesi scorsi che si tratta di “una minaccia molto reale e preoccupante”, che potrebbe far regredire la medicina “nei secoli bui”.

Qualche mese fa anche l’Oms aveva lanciato l’allarme - I super batteri hanno invaso il pianeta e le conseguenze rischiano di essere "devastanti". Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità "la minaccia che i germi resistenti ai farmaci rappresentano per la salute pubblica non è più una previsione per il futuro, ma un'emergenza reale già in atto in tutte le regioni del globo. Possono colpire chiunque, a ogni età, in ogni Paese". E "senza un'azione urgente e coordinata da parte di ogni forza in campo - avverte Keiji Fukuda, vice direttore generale Oms per la sicurezza sanitaria - il mondo si troverà a fronteggiare un'era post-antibiotica in cui infezioni comuni, che sono state curabili per decenni, potranno tornare a uccidere".

Mondo perderà quanto ha conquistato sul fronte della salute - L'agenzia delle Nazioni Unite non usa mezzi termini e dichiara lo stato di emergenza: "E' una delle più gravi minacce sanitarie, e lo è adesso". "Gli antibiotici efficaci - ricorda Fukuda - sono stati uno dei pilastri che ci hanno permesso di vivere più a lungo e più sani, e di beneficiare della medicina moderna". Ma oggi, "a meno che non si prendano azioni significative per aumentare gli sforzi nella prevenzione delle infezioni, e per cambiare il modo in cui produciamo, prescriviamo e usiamo gli antibiotici, il mondo perderà progressivamente quanto ha conquistato sul fronte della salute pubblica. E le implicazioni saranno devastanti". Anche se il fenomeno sta riguardando molti agenti infettivi diversi, l’attenzione degli scienziati sembra esser focalizzato su 6 batteri responsabili di malattie gravi, e tuttavia comuni, come sepsi, diarrea, polmonite, infezioni urinarie e gonorrea.

Intanto la ricerca va avanti - Di recente è stato testato con successo un nuovo trattamento molto più efficace degli antibiotici tradizionali: inibisce la crescita di batteri resistenti ai farmaci, tra cui i cosiddetti "superbatteri" che affliggono gli ospedali e le case di cura. Il nuovo trattamento sarebbe stato annunciato da un gruppo di ricercatori del Center for Vaccine Research della University of Pittsburgh. I ricercatori hanno sviluppato una versione sintetica e più efficiente di una sequenza di aminoacidi simili a quelli presenti sulla "coda" di una proteina di superficie del virus dell'Hiv, quella che permette di entrare e infettare le cellule. In pratica gli studiosi hanno creato in laboratorio i cosiddetti peptidi antimicrobici cationici (Ecaps), i cui effetti sono stati testati su 100 diversi ceppi batterici isolati dai polmoni di pazienti pediatrici affetti da fibrosi cistica.

Ancora molti i dubbi dei ricercatori - I risultati sono stati paragonati agli effetti della colistina, uno degli antibiotici standard più potenti, e di un peptide antimicrobico naturale (LL37). LL37 e la colistina hanno inibito la crescita dei ceppi batterici del 50 per cento, dimostrando un elevato livello di resistenza batterica a questi farmaci. Al contrario i due Ecaps hanno inibito la crescita dei cappi batterici di circa il 90 per cento. "Siamo rimasti molto colpiti delle prestazioni dei due Ecaps rispetto ad alcuni dei farmaci più attuali", ha detto Ronald C. Montelaro, autore principale dello studio. "Tuttavia, abbiamo ancora bisogno di sapere per quanto tempo gli Ecaps sono efficaci prima che i batteri sviluppino resistenza".
[fonte tiscali]

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