Wwf: i grandi carnivori riconquistano territorio in Europa

Lupi, orsi e linci alla riscossa. I grandi carnivori, temuti e combattuti in un passato nemmeno tanto lontano, stanno riconquistando il loro spazio. A dirlo è Fabrizio Bulgarini, responsabile area biodiversità del Wwf Italia. Il lupo, ad esempio, «da appena 100 esemplari negli anni ’70 è tornato oggi in molte parti del nostro Paese con oltre 1.200 esemplari», sottolinea Bulgarini sul sito dell’organizzazione ambientalista. E non solo in Italia. Il lupo torna a popolare le `sue´ aree della Germania, Spagna, Scandinavia, Balcani e Est-Europa. Diversa la storia dell’orso bruno marsicano. Che «continua a sopravvivere tra mille difficoltà, burocrazia e bracconaggio con circa 60 esemplari nell’Appennino centrale», dice Bulgarini. 

«Sulle Alpi ormai se ne contano altrettanti (erano rimasti in due nel 1988) dopo il successo della reintroduzione con orsi sloveni, al quale collaborò anche il Wwf, a iniziare dal 1999», aggiunge. In Europa se ne possono contare «circa 14.000 esemplari», ma «resta comunque una situazione sempre in bilico». La lince, invece, «è ancora limitata - afferma il responsabile area biodiversità del Wwf Italia - con pochi individui ad alcuni settori alpini in fase di lenta espansione dalle popolazioni trans-alpine (Svizzera, Austria e Slovenia) dove è stata reintrodotta (l’ultima era stata uccisa nel Gran Paradiso nel 1918) con individui dei Carpazi. La presenza sull’Appennino è molto controversa e plausibilmente conseguenza di introduzioni occasionali».  

Bulgarini sottolinea, inoltre, che non si è arrestato il bracconaggio con lacci, veleno e armi da fuoco: «i predatori continuano a mietere vittime ogni anno». E fa l’esempio degli «orsi sparati e avvelenati anche nel Parco d’Abruzzo e i lupi uccisi e decapitati in Maremma». Tutti atti che definisce «barbarie», non tollerabili da un paese civile. Per questo il Wwf ha lanciato una campagna contro i crimini di natura, proponendo una modifica delle norme con inasprimento delle pene e sanzioni per chi uccide una specie particolarmente protetta della nostra fauna selvatica. 
[fonte: AdnKronos]

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