Scoperto il respiro dei vulcani sottomarini: potrebbe influenzare il clima

Svelato il 'respiro' dei vulcani sottomarini: l'enorme rete di frattura della crosta terrestre, lunga complessivamente 60.000 chilometri, ha dai cicli eruttivi mai riconosciuti finora e queste pulsazioni potrebbero avere grandi effetti sul clima del pianeta. Lo studio, pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, è coordinato da Maya Tolstoy, della Columbia University di New York, ha verificato che le eruzioni avvengono quasi esclusivamente tra gennaio e giugno, un fenomeno legato all'attrazione gravitazionale del Sole.

La Terra è segnata da enormi 'cicatrici', dette dorsali oceaniche, che si estendono per circa 60.000 chilometri. Attraverso di esse, dalle profondità del pianeta emerge una grande quantità di lava. La maggior parte di questi vulcani si trova nelle profondità oceaniche e si ritiene che il volume di materiale eruttato sia sempre abbastanza costante.

Analizzando l'attività sismica delle dorsali i ricercatori statunitensi hanno però scoperto che le eruzioni non sono costanti, bensì seguono dei particolari cicli legati all'orbita terrestre e ipotizzano che nel passato la loro attività sia stata molto diversa da quella che osserviamo oggi.

Ricostruendo l'attività vulcanica fino a 700.000 anni fa i ricercatori hanno scoperto che, durante i periodi di glaciazione e quindi con i livelli dei mari molto più bassi, le eruzioni sono state più intense. Il fenomeno sarebbe stato causato in particolare da piccole variazioni dell'orbita terrestre, più 'schiacciata' rispetto ad oggi, che avrebbero fatto sì che la Terra venisse 'spremuta' dalla variazioni, più marcate di oggi, della forza di gravità esercitata dal Sole.

Il fenomeno sarebbe evidente anche in questi giorni, in misura ridotta, in quanto secondo i dati la maggior parte delle eruzioni delle dorsali avviene tra gennaio e giugno, ossia dopo il massimo avvicinamento al Sole e le eruzioni sarebbero dovute al rilascio della 'morsa' solare. Lo studio suggerisce infine che queste variazioni potrebbero influenzare direttamente il clima in quanto le eruzioni immettono grandi quantità di CO2 nell'atmosfera, finora considerate costanti.
[fonte tiscali]

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