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Visualizzazione dei post da Maggio, 2015

Sos ghiacciai Everest,perderanno oltre 70% volume entro 2100

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Se le emissioni di gas serra continueranno al ritmo attuale, i 5.500 ghiacciai della regione dell'Hindu Kush, sul monte Everest, potrebbero perdere tra il 70 e il 99% del loro volume entro il 2100. L'allarme viene da uno studio condotto da un team di scienziati internazionali e pubblicato su The Cryosphere, che sottolinea come questa percentuale dipenderà dal livello di emissioni e dal loro effetto su temperature, neve e pioggia. 
Il team ha studiato l'area del bacino del Dudh Kosi, nell'Himalaya nepalese, 'patria' di alcune delle vette più alte al mondo e di oltre 400 km quadrati di ghiacciai. E alla luce dei risultati ottenuti, i ricercatori mettono in guardia sulle conseguenze della scomparsa dei ghiacci su agricoltura e la produzione di energia idroelettrica. Secondo gli studiosi, i ghiacciai dell'area si sciolgono più velocemente perché il livello di congelamento (ossia la quota in cui si raggiunge la temperatura di 0 gradi) salirà con l'aumento d…

Mattine nuvolose e pomeriggi infernali. Il meteo sugli esopianeti

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Alcuni scienziati dell'Università di Toronto hanno simulato le condizioni metereologiche sui pianeti all'esterno del sistema solare. Alla base della ricerca i dati raccolti dal Kepler Space Telescope della Nasa.
Analogamente a quanto accade sulla Terra, anche i pianeti extrasolari che hanno un'atmosfera hanno distinti e complessi sistemi meteorologici e climatici. Le dinamiche delle eso atmosfere restano in gran parte un mistero, ma i ricercatori dell'Università di Toronto, della York University e della Queen's University di Belfast hanno utilizzato i dati raccolti dal Kepler Space Telescope della NASA per cercare di creare modelli climatici globali partendo da quelli di sei grandi pianeti extrasolari mentre orbitano attorno alle loro stelle.
Il risultato è che sembra esserci una tendenza: mattino nuvoloso fino a mezzogiorno, poi un caldo soffocante nel pomeriggio. Naturalmente non stiamo parlando di pianeti extrasolari che assomigliano alla Terra, ma di giganti g…

Biodiversità sotto attacco, in Italia 20% a rischio estinzione

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L'Italia custodisce il più grande tesoro di biodiversità in Europa ma oltre il 20% rischia di sparire. Sul banco degli imputati ci sono soprattutto il riscaldamento della Terra, l'uso sconsiderato del suolo e l'eccessivo prelievo di risorse. E' emergenza per esemplari di flora e fauna ma anche per alcuni habitat preziosi per il Pianeta. Cioè per noi che lo abitiamo perché riguarda l'acqua che beviamo, il cibo, le piante, gli esseri viventi che ci circondano. Molti gli agenti che minacciano la natura e i suoi tesori. Barriere coralline minacciate dalla pesca non sostenibile e dal turismo; inquinamento, disastri naturali, riduzione delle zone umide; sovrasfruttamento ittico: sono un grande pericolo per mammiferi marini, tartarughe, uccelli e pesci, oltre che per le economie locali.
L'Italia custodisce il 30% delle specie animali europee - Il ricco patrimonio dell'Italia rispetto a quello europeo vanta oltre il 30% di specie animali (58mila) e quasi il 50% di q…

Nel latte, trovata la presenza di 20 tipi di farmaci diversi

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Un alimento diffuso in ogni parte del mondo. Venduto e prodotto ovunque! Ma sapete cosa c’è davvero al suo interno?
Magari noi crediamo che quando apriamo una confezione di latte, siamo per bere qualcosa di davvero fidato e genuino, ma in realtà, dopo aver letto questo articolo avrete qualche dubbio in merito.
A condurre degli studi in merito e a fare luce su questa vicenda è stata una ricerca dell’Università di Jaen (Spagna), diretta da Evaristo Ballesteros, pubblicata sul “Journal of Food Chemistry”.
I ricercatori e studiosi Iberica, hanno condotto studi su circa 20 campioni di latte prodotto in Spagna e proveniente dal Marocco, clamorosamente questa ricerca ha rivelato ciò che non ci si aspettava affatto: nella bevanda sono state esaminate e riconosciute tracce di analgesici (tra cui acido niflumico, mefenamico e chetoprofene) antinfiammatori,  ormoni sessuali ed estrogeni.
La presenza degli ormoni all’interno del latte, sarebbe motivata (se pur clamorosamente) dalle sostanze somm…

Luna, forse dei tunnel giganti. Ideali per ospitare delle città.

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Uno studio americano dimostra che sotto la crosta della Luna potrebbero esistere sotterranei scavati dalla lava larghi fino a 5 chilometri, abbastanza da ospitare avamposti per missioni di lunga durata sul satellite.
Sotto la crosta della Luna potrebbero esistere tunnel immensi, grandi abbastanza da ospitare intere città, proteggendole dalle temperature estreme, dai meteoriti e dalle radiazioni che caratterizzano la superficie del nostro satellite. A dimostrarlo è uno studio della Purdue University, presentato durante la recente Lunar and Planetary Science Conference organizzata dalla Nasa, che ha valutato la grandezza e la stabilità dei cosiddetti tunnel di lava che potrebbero nascondersi sulla Luna. I tunnel in questione sono condotti che si formano nel corso di un'eruzione vulcanica, quando lo strato esterno di un fiume di lava si solidifica, mentre il suo interno continua a scorrere fino a lasciare dietro di sé una struttura cava.
"Si è discusso molto sulla possibilità c…

Il vulcano sottomarino Marsili potrebbe risvegliarsi, Ventura: "Urgente realizzare un identikit"

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C'è bisogno di un identikit del vulcano sottomarino Marsili, il più grande vulcano d'Europa che si trova al largo delle coste campane e calabresi, per valutare i rischi collegati a un suo eventuale risveglio e al pericolo di tsunami. A scriverlo, sul blog dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è il vulcanologo Guido Ventura.
Di questo gigante che dorme nel mar Tirreno si sa poco. Per esempio, non si conoscono i tempi di ritorno delle eruzioni: questi vengono infatti calcolati sulla base delle eruzioni avvenute in passato, ma purtroppo per il vulcano Marsili ne sono state documentate soltanto quattro. Le più recenti sono avvenute circa 5.000 e 3.000 anni fa: “sono stati eventi a basso indice di esplosività - osserva Ventura - avvenuti nel settore centrale dell'edificio a circa 850 metri di profondità”. La difficoltà nel documentare le eruzioni sottomarine deriva dal fatto che, poiché queste avvengono ad una profondità comprese fra 500 e 1000 metri, g…

Spazio, il mistero dei bagliori su Cerere. E ora c'è anche un Ufo

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Gli scienziati stanno analizzando le foto inviate dalla sonda Dawn in orbita, da marzo, intorno al pianeta nano a 374 milioni di km dalla Terra. E la Nasa lancia un sondaggio.
Forse è ghiaccio quello che brilla sulla superficie di Cerere. Sono sempre più nitide le foto che arrivano dalla sonda Dawn,  in orbita dall'inizio di marzo attorno al pianeta nano, ora a 374 milioni di chilometri dalla Terra. L'attenzione degli scienziati è concentrata in particolare su quei punti luminosi, visibili già dalle prime, sgranate, immagini che Dawn aveva scattato quando era ancora a milioni di chilometri dal suo obiettivo. Aumentano i pixel, dunque, ma aumentano anche i misteri.
Osservando attentamente le immagini, infatti, appassionati e cercatori di Ufo hanno scorto, proprio sopra il cratere che 'ospità i punti luminosi, un oggetto non identificato . Si tratta di una macchia scura che compare in un paio di foto, proprio sopra ai bagliori che spiccano sul suolo opaco e butterato dai cr…

L'Antartide condannato a disintegrarsi: piattaforma scomparirà entro il 2020

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Un'enorme e antichissima piattaforma di ghiaccio dell'Antartide, chiamata Larsen B, potrebbe scomparire nel giro di pochi anni. L'allarme arriva dai ricercatori della Nasa, secondo cui questo tavolato di ghiaccio, che si estende per 1.600 km quadrati e ha uno spessore massimo di 500 metri, si sta rapidamente indebolendo e rischia di disintegrarsi entro la fine del decennio, con conseguenze rilevanti sull'innalzamento del livello del mare. Il Larsen B, che esiste sulla Terra da almeno 10mila anni, nel 1995 si estendeva per oltre 11mila km quadrati ma nel 2002, a seguito della rottura di una sezione principale della piattaforma, ha perso buona parte della sua superficie.
Nel 2020 potrebbe non esserci più traccia della sua esistenza - Il satellite Envisat dell'Agenzia Spaziale Europea ha recentemente scoperto che negli ultimi 10 anni si è sciolto per altri 1.800 km quadrati. La sua estensione attuale è paragonabile a quella di Roma, Milano e Napoli messe insieme ma, s…

Sole irrequieto, con un grappolo di macchie 'imprevedibili'

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Difficile prevedere effetti.
Il Sole diventa irrequieto e a risvegliarlo è un grappolo di macchie solari dagli effetti imprevedibili. Potrebbe, per esempio, generare sciami di particelle diretti verso la Terra che potrebbero creare problemi alle comunicazioni. spiega il fisico Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e membro del Consiglio direttivo della Swico (Space Weather Italian Community).
Chiamato AR2339, il grappolo di macchie solari ha raddoppiato la sua parte attiva nell'arco di 24 ore. Nei prossimi cinque giorni, ha aggiunto Messerotti, il grappolo di macchie potrebbe raggiungere il centro del disco solare e da lì emettere eventuali sciami di particelle capaci di colpire la Terra 'a colpo sicuro'.
Già da alcuni giorni il Sole si è risvegliato, con un'intensa eruzione e uno sciame di particelle che ha colpito la Terra, creando problemi alle comunicazioni radio.
La comparsa del grappolo di macchie indi…

Spazio, Garik Israelian: “Entro cinque anni scopriremo tanti pianeti adatti alla vita”

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Lo scienziato: “Ora abbiamo le tecnologie e abbiamo il sapere per indagare su quei pianeti che potrebbero ospitare la vita. Certo, magari non la vita come la conosciamo noi al momento, sicuramente qualcosa di diverso ma non per questo di meno affascinante. Ora, potenzialmente, siamo in grado di farlo”
La scienza delle stelle va verso una precisa direzione. “Entro cinque anni scopriremo tantissime altre biosfere lì su nello spazio, tanti pianeti adatti alla vita e sui cui è possibile che questa si sia sviluppata: ne sono più sicuro”. Ad affermarlo a ilfattoquotidiano.it, da Londra, è Garik Israelian, astrofisico di origine armena, che guidò il team che per la prima volta trovò l’evidenza, alla fine degli anni Novanta, della creazione di enormi buchi neri in seguito all’esplosione delle supernovae. Uno studio enormemente importante per le conoscenze attuali, ma ora Israelian punta a ben altro. “Ora abbiamo le tecnologie e abbiamo il sapere per indagare su quei pianeti che potrebbero os…

Allarme clima: il riscaldamento globale colpirà la salute

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L'impatto più immediato del riscaldamento globale sarà sulla salute umana. Il nuovo allarme viene dai vertici del mondo scientifico e medico in Australia, che tracciano uno scenario drammatico per il nostro pianeta, dove l'aumento delle temperature alimenta eventi meteo estremi, facilita la diffusione di malattie, specie di quelle diffuse da zanzare, e compromette le forniture di cibo e acqua.
Il rapporto sulle 'sfide del cambiamento climatico', redatto dall'Australian Academy of Science, a cui aderiscono i maggiori enti scientifici, in collaborazione con l'Associazione Australiana Medici, esamina in dettaglio le aree in cui vi sarà un impatto: dalla disoccupazione ai movimenti di popolazioni, alle ineguaglianze sociali. Le persone vulnerabili, particolarmente malati, anziani e poveri, "soffriranno in misura sproporzionata dai peggiori impatti del cambiamento climatico", avvertono gli scienziati.
Il rapporto presenta otto raccomandazioni chiave, fra …

Una 'zona morta' nell'Atlantico

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L'ossigeno è così poco che la vita è quasi impossibile.
Anche l'oceano Atlantico ha una sua 'zona morta', nella quale i livelli di ossigeno sono così bassi che la vita è quasi impossibile e dove riescono a vivere solo alcune specie di microorganismi. Quest'area inospitale per la vita si trova al largo delle coste dell'Africa occidentale ed è descritta sulla rivista Biogeosciences.
L'ha scoperta il gruppo di ricerca del Centro tedesco Helmholtz per la ricerca oceanografica, di Kiel, coordinato da Johannes Karstensen.
Le zone morte, impossiibili per la maggior parte delle specie marine, sono il risultato della circolazione delle correnti e dei grandi vortici d'acqua che si muovono lentamente verso Ovest. ''Prima del nostro studio - spiega Karstensen - si pensava che il mare aperto del Nord Atlantico avesse delle concentrazioni di ossigeno molto basse, ma sufficienti a far sopravvivere i pesci''. Ora si è invece scoperto che in queste aree…