Alieni o rumore? Il SETI studia un segnale anomalo a 94 anni luce da noi

Individuato da un radiotelescopio russo, proviene dalla stella HD164595, a 94 anni luce da noi, ma è stato osservato una sola volta. Se causato di proposito, richiederebbe un'impressionante disponibilità energetica. 

La notizia di un misterioso segnale captato da un radiotelescopio russo, forse compatibile con un'origine "intelligente", sta facendo impazzire il web. Ma quella di una fonte aliena rimane, ancora una volta, un'ipotesi decisamente remota.

CHI VA LÀ? Il 15 maggio 2015, un gruppo di ricercatori della Accademia Russa delle Scienze che monitorava il Sole con il radiotelescopio Ratan-600 ha individuato un segnale anomalo nel sistema stellare HD164595, una stella a 94 anni luce da noi, di dimensioni pari al 99% quelle del Sole.

Questo sistema ha un solo pianeta noto: un Nettuno caldo, gassoso come Nettuno e troppo vicino alla sua stella per supportare la vita. Ma potrebbe ospitare altri pianeti non ancora scoperti, forse rocciosi.

SCOPPIO RITARDATO. La notizia è stata ripresa lo scorso weekend dal blog Centauri Dreams, dedicato all'esplorazione interstellare, e anche se lo studio sul segnale non è ancora stato pubblicato, sarà presentato a settembre durante il 67esimo Congresso Astronautico Internazionale (IAC) a Guadalajara, in Messico.

MOLTO RUMORE (PER NULLA?). Che si sia trattato di un segnale prodotto da una civiltà aliena? È un'ipotesi che non si può escludere del tutto, ma comunque improbabile. In primo luogo perché lo strumento che l'ha captato è stato realizzato per intercettare segnali su una banda radio molto larga, un fatto che rende difficile discriminare le tracce genuine dalle interferenze (ricordate la vicenda del radio segnale anomalo proveniente da un microonde?).

Inoltre, il tipo di misurazione "grezza" non aiuta a capire se il segnale proviene da una fonte naturale, come un'esplosione stellare, un nucleo galattico attivo o una microlente gravitazionale di un altro evento celeste; né se il rumore possa essere stato causato dal semplice passaggio di un satellite davanti al radiotelescopio.

NESSUNA REPLICA. Di certo perché il segnale possa essere considerato "alieno" manca una caratteristica essenziale: la persistenza. È stato individuato una sola volta dagli autori della scoperta, e neanche una volta dagli strumenti messi in campo finora dal SETI (come l'Allen Telescope Array e gli strumenti del SETI di Berkeley, in California, o il telescopio ottico del SETI a Panama, che finora scrutando in direzione della stella non hanno riscontrato alcuna anomalia).

BOLLETTE STRATOSFERICHE. Se invece, a scapito di ogni evidenza fin qui riscontrata, provenisse da una civiltà intelligente, l'energia che occorrerebbe per diffondere il segnale radio percepito in ogni direzione sarebbe pari a 10^20 watt (1 seguito da 20 zeri), centinaia di volte maggiore di quella che la Terra riceve dal Sole.

Dovrebbe cioè essere stato prodotto da una cività di Tipo II secondo la scala di Kardašëv (dal nome dell'astronomo russo che formulò questa classificazione): una popolazione in grado di raccogliere tutta l'energia prodotta dalla propria stella madre.

Se al contrario il segnale fosse stato indirizzato di proposito verso la Terra, sarebbero serviti "soltanto" 10^13 watt: più o meno tutta l'energia usata dall'umanità (da tutti gli aerei, le auto, i dispositivi elettronici attualmente in funzione eccetera). In quel caso, avremmo a che fare con una civiltà di Tipo I, capace di sfruttare tutta l'energia disponibile sul proprio pianeta di origine.
[fonte focus]

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