Allarme degli scienziati: «Nei Campi flegrei c’è rischio di eruzioni vulcaniche improvvise»

«Nell’area sono possibili esplosioni freatiche senza precursori evidenti». E da YouTube sono stati rimossi i video con le registrazioni del convegno.

Non è la prima volta che parliamo del rischio di eruzioni improvvise nei Campi Flegrei, oggi un nuovo allarme viene dallo studio dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.  «C’è il rischio di esplosioni freatiche, in maniera improvvisa e senza precursori evidenti». Come racconta Il Correre del Mezzogiorno, mette i brividi la ricerca presentata da Roberto Isaia a Napoli, tra il 27 e il 28 novembre scorsi, nella due giorni dedicata da Ingv, Protezione civile e Osservatorio Vesuviano alla crisi in atto nell’area flegrea e alla situazione sismica dell’isola d’Ischia.

Il drammatico confronto
Gli studiosi hanno usato come modello di confronto la disastrosa eruzione giapponese del vulcano Ontake nel 2014. La ricerca internazionale è stata pubblicata sul Bulletin of Vulcanology lo scorso settembre. L’ipotesi è che «in caso di forte agitazione del sottosuolo o per il passaggio di un’onda sismica, la quantità totale di gas diffuso può aumentare notevolmente». Si potrebbe quindi creare un effetto di sovrappressione che non può essere smaltita e «in aree sismicamente attive, (ad esempio la Solfatara) uno scenario simile non è improbabile e potrebbe portare a un’esplosione improvvisa e localizzata senza preavviso».

Pericoli e previsioni
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Durante il convegno napoletano è stata evidenziata la preoccupazione per le eruzioni freatiche improvvise e qualche ricercatore ha stigmatizzato il mancato proseguimento di progetti su rami di ricerca specifici, mentre altri hanno fatto notare che il confronto scientifico si sarebbe dovuto svolgere già negli anni scorsi. La consapevolezza è quella di avere a che fare nell’area flegrea con una caldera, una tipologia di vulcano che non consente previsioni accurate e attendibili sulle modalità e i tempi di una eventuale eruzione.

Il giallo dei video
In questo contesto c’è posto pure per un mistero: chi avesse voluto saperne di più avrebbe potuto consultare su YouTube i video con le registrazioni della due giorni che erano stati pubblicati. Purtroppo però da qualche giorno non sono più disponibili. Recita l’avviso su YouTube: «Questo video non è disponibile» (all’indirizzo www.youtube.com/watch?v=S2JUZ9_EAV8). È stato rimosso da non si sa chi. Così come un altro video (www.youtube.com/watch?v=MahfIA1r9gY) con documenti di grande interesse per il pubblico: le registrazioni e le slide di alcuni dei principali vulcanologi italiani riuniti nello stesso congresso. Un congresso plenario voluto dalla Protezione civile e da Ingv, l’Istituto nazionale di vulcanologia (presenti anche il presidente Carlo Doglioni e la dottoressa Chiara Cardaci della Protezione civile). Un confronto ai massimi livelli tra gli studiosi che, come ha ricordato il vulcanologo Giovanni Chiodini durante il suo intervento, «era auspicabile si fosse tenuto tre anni fa e bisognerebbe anche parlare delle motivazioni per cui non si è tenuto».

Indaga pure la procura di Napoli
Se il timore è quello di non creare allarmismi, bisogna però essere consapevoli che dal 2013 l’area dei Campi Flegrei è in «unrest», in agitazione, come attesta il livello giallo prescritto dalla Protezione civile. Del resto Ingv, qualche mese fa, aveva organizzato una conferenza pubblica proprio a Pozzuoli per tranquillizzare la popolazione della zona rossa, ritenendo infondate le preoccupazioni emerse dopo la pubblicazione, da parte del Corriere del Mezzogiorno, delle telefonate tra ricercatori allarmati per la situazione del sottosuolo. In quelle telefonate venivano pure denunciate carenze organizzative e di strumenti di ricerca. Sui fatti e sul caso Ischia sono in corso indagini in Procura a Napoli. Intanto Ingv ha organizzato per il 20 dicembre prossimo a Roma una «Giornata della trasparenza».

Piano di evacuazione fermo al 1984
Scrive ancora Il Correre del Mezzogiorno: “Nell’Area flegrea si attende ancora l’aggiornamento del piano di evacuazione fermo al 1984. E allora, non è forse doveroso consegnare ai residenti una dolorosa verità, cioè che le conoscenze scientifiche non ci consentono di sapere con esattezza e largo anticipo se e quando ci sarà un’eruzione ai Campi Flegrei? Averlo scritto significa forse fare allarmismo? Noi siamo convinti di no, perché quando la posta in gioco è così alta, la chiarezza è un obbligo morale”.
(fonte tiscali)

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