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Antartide, il Mare di Ross cruciale per il livello degli oceani

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A sorpresa, in Antartide il Mare di Ross è diventato più salato: nell'arco di quattro anni la sua salinità è aumentata di cinque volte rispetto alla variabilità naturale e la causa potrebbe essere nel processo di formazione di ghiaccio marino. Il fenomeno potrebbe avere conseguenze sul livello degli oceani perché le acque super salate rendono più dendi gli stati profondi, riducendone il volume. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Communications, è del gruppo dell'università Parthenope di Napoli coordinato da Giorgio Budillon.
I dati sono il frutto di progetti di ricerca, come il MORSea, coordinato da Pierpaolo Falco dell'Università Parthenope, svolti nell'ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra),  finanziato dal Ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca. Basandosi su 23 anni di misure, gli studiosi hanno calcolato la variabilità nel tempo della salinità del Mare di Ross, dove "si forma una massa d'acqua carat…

Solar Orbiter, la missione europea che farà la Tac al Sole

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Fare una Tac dell'atmosfera del Sole da una distanza inferiore a quella di Mercurio, per avere previsioni più precise del meteo spaziale e studiare come l'attività della stella, a partire dal vento solare, influenza la vita sulla Terra e nello spazio. Sono questi i principali obiettivi della missione Solar Orbiter, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e della Nasa, presentata dall'Esa alla comunità scientifica italiana in una giornata di studio organizzata dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).
La missione, della durata prevista di circa sette anni, fa parte del programma scientifico dell’Esa Cosmic Vision 2015-2025. Il lancio è previsto nella notte tra il 5 e 6 febbraio 2020 dalla base di Cape Canaveral con un razzo Atlas V. Importante il contributo italiano con l'Asi, l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), il mondo dell'università e dell'industria.
"Solar Orbiter studierà il controllo del Sole sull’eliosfera, l’invisibile bolla in cui la stel…

Nella Via Lattea un buco nero impossibile

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Un buco nero impossibile, con una massa 70 volte superiore a quella del Sole, è stato scoperto nella Via Lattea a 15.000 anni luce dalla Terra, contrariamente a ogni previsione. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature, si deve alla ricerca internazionale coordinata dal gruppo dell’Accademia Cinese delle Scienze coordinato da Jifeng Liu, dell’Osservatorio di Pechino, e alla quale l’Italia ha partecipato con Mario Lattanzi. dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).
La massa di questo mostro cosmico, accompagnato da una stella, è superiore di quattro o cinque volte alla massa finora considerata limite per un buco nero di questo tipo. Finora, infatti, si riteneva che nella Via Lattea ci fossero circa 100 milioni di buchi neri, la maggior parte dei quali con una massa non superiore di 15 volte quella del Sole. “Non so se sia il più grande mai trovato, ma la cosa straordinaria è che, stando alle teorie attuali dell’evoluzione stellare, buchi neri stellari così massicci non dovre…