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SIAMO SEDUTI SU UN MARE DI URANIO E TORIO

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Sotto la crosta terrestre, nello strato del mantello, uranio e torio radioattivi funzionano come una stufa che riscalda il pianeta ed è, almeno in parte, responsabile dei movimenti della crosta, quindi delle attività dei vulcani, dei terremoti, della formazione di nuovo fondale marino. Ce lo confermano direttamente i neutrini provenienti dalle profondità del nostro pianeta – i “geoneutrini” - rilevati dall’esperimento Borexino ai Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Lo studio viene presentato oggi a Venezia nel corso del convegno internazionale sulla scienza dei neutrini. 
Dopo una prima scoperta nel 2010, Borexino ha continuato in questi anni lo studio dei geoneutrini, raggiungendo in questo giorni nuove scoperte. Le più importanti indicazioni ottenute ora sono essenzialmente tre: 1-Nel mantello sono presenti in quantità rilevante gli elementi radioattivi appartenenti sia alla famiglia dell’Uranio-238 sia a quella del Torio-232. La presenza delle due…

Catene montuose da record nel cuore della Terra

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Potrebbero essere le montagne più alte del pianeta, quelle scoperte a 660 chilometri di profondità sotto la superficie terrestre nella zona di confine che separa in mantello terrestre superiore da quello inferiore. Il loro profilo da record è stato esaminato con un dettaglio senza precedenti analizzando l'eco delle onde di un violento terremoto di magnitudo 8.2 avvenuto nel 1994 in Bolivia. 
Lo studio, che aiuterà a comprendere meglio la struttura e le dinamiche interne della Terra, è pubblicato sulla rivista Science dall'Università di Princeton in collaborazione con l'Istituto di geodesia e geofisica in Cina. I ricercatori sono rimasti letteralmente a bocca aperta osservando le asperità che caratterizzano questa linea di confine, che finora era stata studiata solo su larga scala: il suo profilo, visto nel dettaglio, sembra essere ancora più irregolare di quello della crosta terrestre su cui camminiamo. 
"In altre parole, nel confine posto a 660 chilometri di profond…

Età del cuore migliore di quella anagrafica per capire quanto vivremo

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Per predire quanto a lungo si vivrà, l'età del cuore - calcolabile con un semplice test sotto sforzo - è molto più indicativa di quella anagrafica. Lo afferma uno studio pubblicato dall'European Journal of Preventive Cardiology, secondo cui sapere la propria età fisiologica può essere uno stimolo ulteriore a fare esercizio.
I ricercatori della Cleveland Clinic hanno studiato oltre 126mila pazienti che hanno condotto un elettrocardiogramma sotto sforzo tra il 1991 e il 2015. I dati del test, ovvero la capacità di esercizio, la frequenza cardiaca sotto sforzo e il tempo necessario a tornare ad un battito normale, sono stati usati per calcolare con un algoritmo l'età cardiaca. L'età media dei partecipanti, che dopo il test sono stati seguiti per circa nove anni, era di 53,4 anni, ma metà del campione è risultato fisiologicamente più giovane.
Il rischio di morte nel periodo di follow up, hanno concluso gli autori, è legato più fedelmente all'età fisiologica che a quel…