NO PESCA - NO PARTY

Le imbarcazioni che saranno colte a esercitare attivita' di pesca nelle acque di sovranita' libica saranno sottoposte "d'ora in poi" a "sanzioni senza eccezioni" che prevedono il sequestro del pesce, di "tutte le attrezzature" e il "pagamento di sanzioni pecuniarie che potrebbero raggiungere il valore dello stesso peschereccio". Lo ha riferito l'ambasciata libica in Italia in un comunicato diffuso due giorni fa in seguito al caso dei due pescherecci italiani, 'Monastir' e 'Tulipano', rientrati al porto di Mazara del Vallo dopo essere rimasti per 15 giorni sotto sequestro in Libia. "L'Ufficio popolare desidera rendere noto agli operatori italiani del settore e delle relative associazione di categoria l'evidente carattere eccezionale delle procedure umanitaristiche con cui la Gran Giamahiria ha gestito la questione negli anni passati", si legge nel comunicato in cui si annunciano le nuove sanzioni. L'ambasciata libica mette inoltre in evidenza le "eccellenti relazioni" tra Tripoli e Roma, "rafforzate dal Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione" firmato il 30 agosto dell'anno scorso da Silvio Berlusconi e Muammar Gheddafi, "che hanno fino a questo momento indotto le autorita' competenti a gestire le violazioni relative all'esercizio della pesca da parte di battelli italiani colti nelle acque sotto la sovranita' libica".
Parliamo di Gheddafi, il tiranno, ma gli andiamo a rubare il pesce e non ci sta nemmeno bene se ci "pescano" con le mani nella marmellata. Il rilascio? Solo grazie ad una precedente pacificazione con il governo Italiano ciò è potuto avvenire. I pescatori però continuano a fare i furbi. Un'altra figuraccia degli Italiani davanti anche ai dittatori e al mondo.

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