CAMORRA E MONNEZZA – EMERGE LA VERITA’

Un pentito rivela: la malavita organizzata ha aizzato la guerriglia del 2008 per poter svolgere le sue attività illecite senza vigili e senza paura della polizia..

La rivolta del 2008 contro la "monnezza" a Napoli è stata «una manna» per la camorra, perché in quel periodo «le forze dell'ordine erano impegnate a contenere la rivolta di piazza e tutte le attività illecite, estorsioni, droga, abusivismo, si svolgevano senza controlli». E un consigliere comunale di An gestiva la guerriglia in modo che la manna continuasse il più possibile.

Sono queste le rivelazioni che ha fatto ieri al Palazzo di Giustizia di Napoli il pentito Giovanni Gilardi, sentito ieri in aula al processo sugli scontri divampati nel gennaio 2008. Disordini che, ha sostenuto il collaboratore di giustizia rispondendo alle domande del pm Antonio Ardituro, rappresentarono per il clan Lago «un miracolo del cielo», come ha detto testualmente: «Potevamo finire le costruzioni abusive senza che arrivasse un vigile», ha detto Gilardi.

«È stato un periodo bellissimo», ha spiegato il pentito. Il clan Lago si sarebbe attivato per far proseguire i disordini in quanto «c'erano delle costruzioni abusive che stavano per finire e avremmo avuto tantissimi soldi».

Per questa ragione, è la versione di Gilardi, «Antonio Lago, figlio di Carmine, mi disse di avere un amico che stava nella politica e stava governando la situazione di questi scontri»: secondo il racconto del collaboratore di giustizia, si sarebbe trattato di Marco Nonno, il consigliere comunale eletto con An e oggi imputato con l'accusa (sempre respinta dal diretto interessato) di essere stato il "regista" della rivolta contro la discarica.

Gilardi ha affermato di aver incontrato Nonno insieme a Lago e a una quarta persona in un bar di Pianura e di avergli consegnato 10 mila euro destinati «ai ragazzi del gruppo che gestivano la guerriglia», molti dei quali facevano parte di gruppi ultrà di Pianura. Nonno ci garantì che la guerriglia sarebbe durata ancora", ha raccontato Gilardi. Il presunto incontro sarebbe avvenuto l'8 gennaio.

Il pentito ha riconosciuto Nonno in una delle foto che gli sono state mostrate in aula: «Non si dimentica uno a cui hai dato 10 mila euro».
[fonte espresso]

Commenti

  1. Peccato che le intercdettazioni rivelarono a suo tmepo che ad essere d'accorod con chi protestava fosse un consigliere regionale di Rosetta, che infatti avvertiva telefonicamente i manifestanti dell'arrivo della polizia. Memoria corta?

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