ECONOMIA - EUROPA IN TILT

La crisi greca si allarga. La Merkel darà una mano ma ora la Spagna è nei guai: declassato il debito. Il governo tedesco chiederà al Parlamento di approvare aiuti ad Atene fino a 8,4 miliardi nel 2010. Il Cancelliere: non diventi una nuova Lehman Brothers.

Dopo il lungo pressing di Ue e Fondo monetario internazionale, il governo tedesco ha annunciato che domani chiederà al Parlamento, convocato per il 7 maggio, di approvare gli aiuti alla Grecia fino a 8,4 miliardi nel 2010 e per un ammontare non ancora specificato nel 2011 e 2012. La decisione arriva dopo che Dominique Strauss-Kahn, direttore del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e Jean-Claude Trichet, presidente della Bce avevano chiesto, in un incontro con il ministro delle Finanze Wolfgang Schauble, di agire in fretta. Ieri il Cancelliere Angela Merkel replicando alle proteste che da tutto il Paese si levano contro il soccorso alal Grecia, ha detto che «non si può permettere che la Grecia diventi una nuova Lehman Brothers». Intanto le cifre del prestito ad Atene sono lievitate ben oltre i 100 miliardi: la stima di Fmi e Bce è che si possa arrivare fino a 120 miliardi, mentre il ministro dell'Economia tedesco Rainer Bruderle ha parlato addirittura di 135 miliardi per tre anni.

Il Financial Times ha rivelato che l'Fmi sarebbe pronto a mettere sul piatto altri 10 miliardi rispetto ai 15 preventivati, parte del pacchetto di 45 miliardi deciso l'11 aprile scorso. Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha confermato che entro il 10 maggio si terrà un vertice dei leader dell'Eurogruppo per dare il via libera al prestito. La situazione è complessa: da un lato c'è la necessità di fare in fretta, visto quello che sta succedendo sui mercati, dall'altro ci sono una serie di passaggi tecnici che non si possono saltare, al di là del desiderio della Germania di tenere il vertice dopo le elezioni nel Nord Reno Westfalia fissate per il 9 maggio. La sensazione è che i tedeschi vogliano prima vedere quale sarà il pacchetto di nuove misure di austerità che la Grecia deve varare tra il 6 il 7 maggio prossimi. Atene avrebbe rifiutato di effettuare tagli salariali nel settore pubblico che è quello dominante nell'economia del Paese. Ma occorre far presto, visto che il 19 maggio vanno a scadenza titoli greci per 9 miliardi di euro. Il premier Giorgio Papandreou ha quindi invitato l'Europa ad assumersi «le sue responsabilità» per evitare che «l'incendio si propaghi».

Ad aggravare il clima di incertezza nei Paesi dell'euro, arriva la notizia che Standard & Poor's ha declassato la Spagna. La stessa cosa aveva fatto martedì scorso per il Portogallo. Si rinforza insomma la paura di contagio. Intanto da Tokyo il presidente della Commissione Ue Barroso ha detto che gli Stati della Ue e la Bce sono «determinati a garantire la stabilità della zona euro». «Al momento non vediamo rischi di contagio» ha detto invece il portavoce del commissario Ue agli Affari Economici e Monetari, Olli Rehn. Ieri è stata un'altra giornata di passione sulle principali piazze europee con Milano che, nonostante tutto, è risultato il mercato migliore cedendo il 2,43%. Peggio hanno fatto le altre borse europee con Madrid che, proprio sul filo di lana, crolla con -3% dopo il taglio del rating da parte di Standard & Poor's. Ha rimbalzato invece Atene con un modesto +0,94%.
[fonte iltempo]

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