PER I MEDICI – INCENTIVI ALL’ONESTA’

La Corte di giustizia dell’Unione europea autorizza i governi a incentivare i medici che prescrivono farmaci meno costosi. Ma non sarebbe normale che lo facessero anche senza il regalino?

Tutto è cominciato quando in Inghilterra e nel Galles hanno deciso di premiare i medici che prescrivono farmaci meno costosi con denaro sonante. Gli Stati risparmiano, si sono detti i pragmatici inglesi, e possiamo dare una mancetta ai medici che evitano di regalare soldi alle case farmaceutiche. La misura, però, cozza con la direttiva europea sui medicinali che vieta, a tutti, di «concedere, offrire o promettere» ai medici «vantaggi pecuniari o in natura» relativi alla scelta del farmaco da prescrivere. Ovviamente la direttiva si riferisce ai regalini delle industrie, ma i produttori di farmaci (in particolare di statine) hanno deciso di rivolgersi alla Corte europea perché la concorrenza è concorrenza, e se nessuno può fare regali non li può fare nemmeno il governo.

A parte il fatto che mi pare decisamente perversa la logica che attribuisce al mercato farmaceutico la caratteristica di essere un “mercato come un altro”, la vicenda solleva non poche perplessità.

1) Chi sono i medici prescrittori? Nel migliore del mondo possibile sono professionisti coscienziosi che curano i loro pazienti col migliore farmaco possibile, sapendo bene che curare costa e che se vogliono continuare a dare a chi ne ha bisogno le cose migliori non possono sprecare. Quindi, l’attenzione a non prescrivere un farmaco che a parità di prestazione costa di più starebbe nella coscienza del medico che ha a cuore il fatto di continuare a curare tutti al meglio nei secoli dei secoli.

2) Per anni si è detto che non era sopportabile che gli uomini del marketing delle aziende battessero a tappeto gli studi medici coi borsoni pieni di gadget (per lo più inutili come penne, agende, borsoni e altro) ma anche di biglietti aerei o ticket per soggiorni in località amene, se non con incentivi peggiori. Chi ha preso soldi in cambio di ricette deve essere condannato, e su questo non ci sono dubbi. Ma perché? Per quanto riguarda la giustizia, per tutti quei reati scritti nel codice che questo comporta, ovviamente. Ma per l’opinione pubblica anche per aver violato il patto di lealtà che deve essere scritto col sangue tra i cittadini e i medici. Laddove i cittadini sono, allo stesso tempo, i malati da curare e i finanziatori del servizio sanitario nazionale. Se un medico viola questo patto deve essere estromesso dal sistema anche perché ha messo in vendita la sua coscienza. E per questo non mi piace nemmeno se a comprarla è lo Stato.

3) Il rapporto tra lo Stato e i medici è regolato da convenzioni o contratti (in Italia per i medici di famiglia è una convenzione). Ogni contratto di lavoro può contemplare il premio di produttività. Ma come si calcola la produttività di un medico? In quanta salute produce o in quanto denaro risparmia? È noto che il mercato dei farmaci è una giungla e che ci sono farmaci che hanno le stesse identiche caratteristiche ma prezzi diversi. È noto che spesso gli aumenti nei prezzi dei farmaci sono determinate da innovazioni solo cosmetiche che poco incidono sulla salute dei cittadini. Un medico ha tutti gli strumenti per vedere se le industrie o gabbano o se gli propongono un prodotto buono per il suo paziente. Non sarebbe normale che sciegliesse sulla base del valore terapeutico del prodotto? E basta.
[fonte espresso]

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