SILVIO SNOBBA IL 25 APRILE – POI VA A RETI UNIFICATE


Approfitta della Festa della Liberazione, Silvio Berlusconi, per mandare un messaggio praticamente a reti unificate ai telegiornali, anche per equiparare il peso del consenso ricevuto ieri dal Presidente Napolitano alla Scala, dov’era presente. Già registrato dal «set» di Palazzo Chigi curato dal suo regista personale, all’ora di pranzo il premier «entra» nelle case degli italiani con un discorso che dovrebbe essere teso alla conciliazione nazionale, con un passaggio sulla necessità di fare le riforme condivise e con la «partecipazione ad una fase dialettica e ad una fase di approvazione che ci veda tutti concordi». Berlusconi si prende il 25 aprile mentre ad Arcore aspetta Putin per un’allegra serata. Già alle 11,30 il messaggio si potrà ascoltare in bassa frequenza dalla sala stampa di Palazzo Chigi e dal sito governo.it. [

È solo la seconda volta dal 1994 che Berlusconi celebra il 25 aprile, e il messaggio di oggi sarà, dicono i suoi, sulla falsariga di quello tenuto lo scorso anno ad Onna, sul set ben più drammatico del terremoto e dell’eccidio nazifascista. Solo allora riconobbe il valore della Resistenza (i partigiani della Brigata Maiella gli misero al collo il fazzoletto) ma nell’ottica di superarne la storia «che divide». Così oggi riproporrà l’idea di trasformare la Festa della Resistenza in festa della Libertà (che fa assonanza con il suo Popolo). A margine, in Abruzzo, invitò alla pietà anche per i repubblichini di Salò. Ma è stato proprio Napolitano ieri a citare un passaggio del discorso di Onna, (il premier lo ha ringraziato), sul «profondo significato nazionale» del 25 aprile come «ponte ideale» con i 150 anni dell’Unità d’Italia. Le celebrazioni che Gianfranco Fini gli ha rinfacciato di trascurare. Il Capo dello Stato invita a «uscire dalla spirale delle contrapposizioni», quindi il premier non può che sottolineare la volontà di fare riforme condivise. Per quindici anni Berlusconi ha snobbato il 25 aprile, facendo anche gaffe sulla Resistenza («sarò lieto di conoscere papà Cervi», disse nel 2000 ignorandone la morte da trent’anni) o riducendo il dramma degli antifascisti in esilio a «una vacanza». Il testo è scritto ma «l’uomo si sa com’è», dicono anche i suoi, e potrebbe rifilare a braccio un colpetto a Fini, uno ai giudici. Si mostrerà col volto bonario di chi non s’infila «nelle burrasche, come ha detto ieri: «Io non litigo mai, per litigare si deve essere in due e l’ho detto anche a chi ha cercato di farlo». Il duello s’è spostato in tv: alle 14,30 Fini è ospite in uno dei programmi invisi al premier e su RaiTre: da Lucia Annunziata a In Mezz’ora in un’intervista registrata giusto poco dopo aver ascoltato Silvio. Forse martedì sarà a Ballarò, e magari anche da Fabio Fazio, nel ruolo «politico e istituzionale» alla Nancy Pelosi che rivendica Fini.
[fonte unità]

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