«Nessuna pietà con gli evasori» Il governo: no al condono svizzero

L'accordo con Berna si fa se conviene. Allo studio la stretta sull'elusione.

Non stavano affatto scherzando. Il blitz degli agenti del Fisco a Cortina e quelli del weekend sulle piste da sci, proseguiranno, nonostante i mugugni del Pdl e della Lega. Anzi, dal governo Monti è arrivata ieri quella che suona come una vera e propria dichiarazione di «guerra globale» all'evasione. «Non avremo nessuna pietà. Spareremo ad alzo zero su chi evade le tasse» dichiara il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. E che stavolta sia un attacco senza riguardi, senza esclusione di colpi «bassi», lo chiarisce il direttore dell'Agenzia, Attilio Befera, regista dell'«operazione Cortina». «L'effetto deterrenza si fa anche con la propaganda. Incutere un sano timore è necessario» dice Befera, intervistato da Maurizio Belpietro a Canale 5.

«Le verifiche sul territorio - spiega - danno due risultati. Uno immediato, sui soggetti che vengono controllati. Poi però c'è anche l'effetto deterrente: facciamo sapere che lo Stato è presente. E la deterrenza si fa anche con la propaganda: a me interessa far sapere che l'Agenzia e la Guardia di Finanza - dice Befera - stanno facendo un'azione forte. E questo scoraggia gli evasori. L'importante non è solo il gettito, ma che gli italiani capiscano che è bene cominciare a dichiarare» conclude.

Quest'anno l'obiettivo dell'Agenzia è di superare gli 11 miliardi sottratti all'evasione nel 2011, mentre il governo prepara una nuova stretta normativa. In Parlamento potrebbe presto concretizzarsi un provvedimento per ridefinire il confine tra il risparmio d'imposta legittimo e il vantaggio fiscale indebito, con una normativa generale antielusione, di contrasto al cosiddetto «abuso di diritto». Più chiarezza per le imprese, meno margine per i furbi, più affidabilità negli accertamenti del Fisco.

Il Pdl protesta. L'attacco più duro arriva dall'ex ministro delle Politiche europee Annamaria Bernini, che se la prende con «l'incontinenza dichiaratoria del dottor Befera, che ultimamente sta raggiungendo livelli da comizio, e che è semplicemente inquietante. Il contrasto all'evasione - dice - non si attua con grida manzoniane né con ribalte da terrorismo mediatico, ma con misure efficienti». Il governo Berlusconi le ha già varate e non è il caso di creare «scenari eclatanti», aggiunge la Bernini.

A contestare le norme varate dal governo Berlusconi, definendole «illiberali», è però un altro esponente di centrodestra, come Gabriele Capezzone, e sulla questione interviene anche un altro ex ministro, Maria Stella Gelmini, lanciando interrogativi. «Ma è ammesso in uno Stato di diritto ipotizzare di usare la propaganda? E come mai solo ora, in un quadro politico mutato, si confida nei presunti effetti benefici di uno Stato invasivo che carica sul cittadino l'onere della prova. Non si corre forse il rischio - dice la Gelmini, insinuando il dubbio sui rapporti tra Agenzia e Fiamme Gialle - di svilire il ruolo e il lavoro di autorevoli servitori dello Stato, volutamente anonimi, che vestono in modo sobrio e con grande dignità la divisa della Guardia di Finanza?».

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, Lega Nord, dice sì ai controlli, ma dappertutto in Italia, «perché la Finanza non va con tanta disinvoltura in altre zone del Paese». A rispondere per primo alle critiche del Pdl è il nuovo ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, che benedice l'operazione Cortina e va oltre. «Quei controlli si possono fare, contestandoli sull'immagine o meno, ma tutti devono dare il loro contributo. L'evasione va combattuta in ogni modo», dice la Cancellieri.
[fonte c.d.s.]

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