Uno studio sul cervello svela il perché le persone non accettano una ipotetica vendita dell'anima

L'anima, così come i valori in cui crediamo profondamente, non ha prezzo e non può essere messa in vendita: a 'stabilirlo' è il cervello, che elabora questi concetti in un'area specifica e nettamente separata da quella in cui valutiamo costi e benefici delle cose meno 'sacre' su cui siamo disposti a contrattare. Lo dimostra uno studio dell'università statunitense Emory vicino ad Atlanta e pubblicato su Philosophical Transactions of the Royal Society.

Il test dei ricercatori - I ricercatori hanno sottoposto ad una trentina di volontari 62 coppie di affermazioni contrastanti fra loro, alcune più banali (come "Tu sei/non sei un consumatore di tè") e altre più forti (come "Tu sei favorevole/contrario ai matrimoni gay"), e hanno chiesto a ciascuno di scegliere di volta in volta quella che sentiva più sua. Alla fine dell'esperimento, i volontari potevano decidere se 'mettere in vendita' le affermazioni che avevano scelto, rinnegandole in cambio di denaro.

Valori "sacri" accendono uno speciale circuito neuronale - Analizzando l'attività del cervello con l'ausilio della risonanza magnetica cerebrale, i ricercatori hanno potuto osservare che i valori che riteniamo sacri accendono un circuito neuronale che serve a valutare ciò che è giusto e sbagliato (la giunzione temporo-parietale sinistra) e un altro che serve a recuperare le regole semantiche (la corteccia prefrontale ventrolaterale sinistra), ma non quello che valuta il rapporto costi/benefici ed è associato alla ricompensa.

Regione cerebrale più sviluppata nei fedeli in una religione - L'attività della regione cerebrale associata ai valori irrinunciabili è risultata più intensa nelle persone che fanno parte di gruppi organizzati, come i fedeli di una chiesa, i componenti di gruppi sportivi e musicali, forse perché le regole e le norme sociali che esistono nel gruppo aiutano a instillare valori in modo più profondo. Inoltre, nei volontari che rifiutavano di dare un prezzo ai propri valori si è potuta osservare l'attivazione dell'amigdala, il centro di controllo dell'emotività, fatto che sottolinea lo scatenarsi di reazioni come l'offesa e l'indignazione.
[fonte tiscali]

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