Dimissioni Wulff: bufera sul Governo della Merkel

Il Presidente tedesco Christian Wulff si è dimesso. Lo ha annunciato in una conferenza stampa questa mattina. Per correre ai ripari, Angela Merkel ha annullato la visita prevista per oggi a Roma. La cancelliera tedesca vorrebbe infatti trovare un sostituto di Wulff in tempi brevissimi, tanto da aver già programmato un incontro per domani stesso con i leader degli altri due partiti del suo esecutivo, Horst Seehofer, del Csu, e Philipp Roeselr dell'Fdp.

Ma cosa ha portato il presidente tedesco alla dimissioni? Lo scandalo che lo ha investito risale a fine 2011 e vede nell'occhio del ciclone un finanziamento a tassi agevolati ottenuto da un imprenditore per costruire la sua casa in Bassa Sassonia, il laender di cui era presidente. L'accusa è di indebito abuso per interesse privato in atto d'ufficio e l'inchiesta passa al setaccio anche un viaggio fatto da Wulff e pagato da un suo amico, sempre imprenditore. Proprio ieri sera il Parlamento Tedesco, su sollecito della stessa Procura, avrebbe chiesto la revoca dell'immunità parlamentare del Presidente della Repubblica tedesco. Il che si è tradotto in dimissioni immediate per Wulff. Un po' come accade in Italia: a scandalo segue polemica sullo scandalo o, al massimo, una controaccusa.

Stamane l'ex presidente ha dichiarato: "Ho commesso degli errori, ma sarò scagionato. La Germania ha bisogno di un presidente che non ha solo il sostegno della maggioranza ma di una grande maggioranza di cittadini. Ho fatto errori ma sono stato sempre in buona fede. Negli ultimi mesi ho subito una serie di pressioni, da cui io e mia moglie siamo stati feriti". Sintetico ma efficace il commento della Merkel: "Non poteva più servire il popolo". Ecco quindi la corsa alla sostituzione, ma ancor più al consolidamento del partito. Sia mai che la Merkel possa perdere consenso popolare, viste le già preoccupanti percentuali di gradimento.

Ma la cancelliera di ferro e il suo paese sanno essere reattivi come pochi altri in Europa. Basti pensare a casi simili successi in passato, come le dimissioni di Horst Köhler. Anch'egli presidente della Germania fino a maggio del 2012, non si dimise per uno scandalo, ma a causa delle polemiche in merito ad una sua dichiarazione sulla necessità di interventi militari per la difesa degli interessi commerciali del Paese all'estero. Altro caso di più recente memoria vede protagonista l'ex Ministro della Difesa Karl Theodor zu Guttenberg, che diede invece le dimissioni per le accuse mosse dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung, secondo cui l'allora enfant prodige (la sua popolarità raggiunse e superò di gran lunga quella della Merkel) plagiò e copiò sistematicamente la tesi di dottorato. Il bello che il quotidiano mosse tali accuse senza citare nessuna fonte. Ma la Germania non perdona, soprattutto quando si parla di truffa e inganno, e anche Guttenberg venne messo in condizioni di dimettersi. Si dovesse fare un confronto con l'Italia, a quest'ora i parlamentari italiani sarebbero dimezzati.
[fonte yahoo]

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