La terra diventerà un immenso deserto?

GRACE, acronimo di Gravity Recovery and Climate Experiment, è un satellite lanciato dalla NASA nel 2003 per studiare i ghiacci del nostro pianeta. I ricercatori della University of Boulder, in Colorado, hanno finito proprio in questi giorni di analizzare la grande mole di dati inviata a terra da GRACE.

Lo strumento, che rileva le piccole variazioni di gravità legate alla diminuzione o all'aumento dei ghiacci di una certa area, ha focalizzato l'attenzione sui ghiacci dell'Antartide e della Groenlandia, senza tralasciare quelli alpini e le altre grandi catene montuose.

In 7 anni di osservazione, tra il 2003 e il 2007, i ghiacciai hanno perso 4,3 trilioni di tonnellate di ghiaccio - una quantità sufficiente a ricoprire l'Italia con una coltre gelata spessa 15 metri - facendo aumentare il livello dei mari di 12 mm.

«La Terra sta perdendo una grande quantità di ghiacci ogni anno e questi risultati ci aiuteranno a dare delle risposte ai numerosi quesiti su questo argomento, primo tra tutti su come le aree polari stanno rispondendo ai cambiamenti climatici in atto», ha spiegato John Wahr della Boulder University.

Il 25% della perdita annua dei ghiacci è a discapito dei ghiacciai che stanno al di fuori della Groenlandia e dell'Antartide con circa 148 miliardi di tonnellate, il resto viene dalle due grandi aree ghiacciate del pianeta.

Lo studio è di grande importanza perché per la prima volta sono stati tenuti sotto controllo tutti i ghiacciai del pianeta, mentre fino al 2003 solo alcuni venivano controllati con precisione da terra e si facevano proiezioni sul comportamento di tutti gli altri.

Non senza sorpresa, gli scienziati hanno scoperto che la fusione dei ghiacci proveniente dall'Himalaya, dal Pamir e da Tien Shan si aggira attorno a 4 miliardi di tonnellate all'anno contro le precedenti previsioni fatte da terra che sostenevano una perdita annua di 50 miliardi di tonnellate. Il possibile errore sta nel fatto che le estrapolazioni sono partite dallo studio di ghiacciai posti a quote relativamente basse, con un'alta fusione in atto, cosa che forse non si sta verificando per i ghiacciai a quote più elevate.
[fonte yahoo]

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