Perché Pinterest batte Facebook

E' ancora piccolo, ma negli ultimi sei mesi il nuovo social network è cresciuto più del gigante di Zuckerberg. Il segreto? La capacità di unire le 'aspirazioni d'acquisto' delle persone alla forza delle relazioni e delle immagini. Ecco come.

Immaginiamo una bacheca universale. Come quelle di una volta, di sughero, con le spilline, ma di dimensioni infinite. Uno spazio senza limiti dove affiggere tutte le nostre passioni, i sogni, le aspirazioni, ma sempre in forma di immagini. Ad esempio, una foto della meta del viaggio che vorremmo fare. O quella sedia di design che starebbe così bene nel salotto della nostra nuova casa. O, semplicemente, un paio di scarpe che vorremmo comprare. Ma nel frattempo sono già un po' come nostre: affisse con una schiera di altri oggetti del desiderio sulla bacheca di Pinterest.

Ecco il nuovo social network più interessante degli ultimi tempi: una Web-bacheca personale dove appuntare immagini che rappresentano - e ci ricordano, a colpo d'occhio - le nostre intenzioni d'acquisto. Soprattutto oggetti, certo, con tanto di cartellino del prezzo; ma anche viaggi e progetti vari, purché riassumibili con una foto. Il risultato che vediamo sullo schermo è appunto una carrellata di foto appuntate con una spilla. Del resto il nome stesso del sito è rivelatore: una somma di "Pin" ("to pin" significa appuntare, in inglese) e "interest" (interessi).

Un'idea semplice, ma che probabilmente tocca esigenze prima insoddisfatte dal Web. Così si spiega il boom immediato: gli utenti di Pinterest sono cresciuti del 4 mila per cento nell'ultima parte del 2011; sono stati 11 milioni solo nella settimana di Natale, battendo in quel periodo Google+ (il social network di Google) e Tumblr, secondo i dati di Hitwise. L'omonima azienda - nata a Palo Alto, California - è stata eletta start-up del 2011 da un gruppo di riviste americane di settore, molto note: "Techcrunch", "Venturebeat" e "Gigaom".

"E' una delle più grandi storie di successo di Internet e sta ispirando le passioni delle persone più di ogni altra cosa abbia mai visto sul Web", riassume David Berkowitz, uno dei massimi esperti di media digitali, che insegna tra l'altro a Yale, New York University e al Mit (Massachussets Institute of Technology).

Ma sul Web ogni servizio ha bisogno di due ingredienti per trasformarsi in successo. Non solo una buona idea, ma anche un meccanismo efficiente alla base. E quello di Pinterest funziona bene. Dopo che ci siamo iscritti - solo su invito di un altro membro, al momento - ci ritroviamo subito in un ambiente familiare. Il motivo è che "Pinterest si integra perfettamente con Facebook. I tuoi amici di Facebook, se sono anche loro in Pinterest, vengono avvisati della tua iscrizione e quindi possono cominciare a aggiungerti anche sul nuovo social network", spiega Jenny Sussin, analista di Gartner specializzata in social media.

Ed è quanto capita a chiunque si iscriva: arrivano subito gli avvisi di amici di Facebook che hanno preso a "seguirci" su Pinterest (cioè stanno tenendo d'occhio le nostre bacheche di foto). Prossimo passo è indicare le aree di nostro interesse e subito dopo il network ci suggerisce altri utenti a noi affini. "Si evita così l'effetto di spaesamento che prende di solito dopo essere entrati in un nuovo network: quando è tutto vuoto, senza amici, e ci chiediamo "ma noi che ci facciamo qui?"", dice Mafe De Baggis, esperta di social media marketing. "Anche se i contatti suggeriti in automatico da Pinterest nel mio caso non erano tanto simpatici: ci ho trovato una sfilza di gattini travestiti da Babbo Natale...". Basta poco tempo però per affinare i nostri contatti, man mano che riempiamo la bacheca di foto. E anche qui Pinterest ha avuto una buona idea: "Non ci obbliga ad andare sul suo sito per aggiungere una foto alla bacheca. Possiamo farlo con un clic direttamente dai siti dove ne troviamo una che rappresenta qualcosa che vogliamo", spiega Sussin. Il tutto non solo da computer ma anche da cellulare: ogni posto e momento sono buoni per appuntarsi cose per il domani. "In fin dei conti, il concetto di Pinterest è lo stesso del "social bookmarking", che già c'era nella piattaforma Delicious. Che però era bruttina e basata solo su link da appuntare. Pinterest ha dalla sua la forza e la semplicità delle immagini", spiega De Baggis. "Lo uso ad esempio per tenere traccia delle cose che voglio comprare per la casa, cambiata da poco, e per i viaggi che voglio fare. Prima mi sarei dovuta annotare il nome del posto e un link", spiega.
 
Sono utilizzi tipici di Pinterest, che è popolato soprattutto da donne tra i 25 e i 44 anni. E gli argomenti più comuni sono la moda, i viaggi, l'arredamento. Ma anche gli uomini ci trovano un senso, magari su altri argomenti: "Per me è un'esperienza di stimolazione visiva, un'opportunità di venire in contatto con idee nuove, cose belle, segni grafici affascinanti. E' un po' come sfogliare un libro Taschen o uno di design", dice Roberto Venturini, esperto di marketing digitale.

Viene da sé che questo social network sta anche cambiando il modo in cui compriamo su Internet oggetti e servizi. Infatti è entrato in poco tempo tra i primi cinque siti da cui arriva traffico ai principali negozi e-commerce americani (secondo Compete).

"Pinterest risponde a una lacuna storica dello shopping su Internet, che è sempre troppo freddo, iper razionale: è comodo, ci fa risparmiare, ma non suscita emozioni", spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm, consorzio del commercio elettronico italiano. "Nemmeno i social network più famosi c'erano riusciti a cambiare le cose, a quanto risulta da un nostro studio del 2011", continua. "Su Facebook la gente parla soprattutto del post-acquisto, commentando l'oggetto, il negozio. Pinterest invece riesce a dare valore alla fase iniziale, preparatoria, dell'acquisto. E ad aggiungervi calore". In fondo, equivale ad abbattere una delle ultime barriere rimaste tra mondo fisico e mondo digitale: "è un po' come fare un giro per i negozi. Entri perché vuoi comprare qualcosa di preciso, ma poi ti fai suggestionare da un altro prodotto e te lo porti a casa", dice De Baggis. "Mi capita lo stesso quando finisco nelle bacheche di altre persone con gusti affini: cercavo una libreria e poi ho comprato delle mensole molto particolari". E' inevitabile quindi che Pinterest si popoli presto di aziende, mescolate con gli altri utenti, un po' come avviene su Facebook. Non solo quelle della moda e del design; ma anche alberghi, ristoranti, negozi virtuali di libri. Pinterest può portare quel piacere che c'è nelle librerie fisiche e che si è perso sul Web: di girare tra gli scaffali, lasciarsi incuriosire da una copertina. Fare scoperte casuali.

Sulla bacheca potrebbero apparire le immagini della copertina o del posto dove il libro si ambienta, per esempio."E Pinterest guadagnerà una percentuale sugli acquisti che intermedia", prevede Sussin. Forse lo fa già, ma al momento l'azienda non divulga le proprie fonti di ricavo (di certo non compare alcuna pubblicità riconoscibile).

Molti sono d'accordo che questo social network è qui per restare e crescere, visto che sposa alcuni fenomeni forti del Web, come l'emozionalità e la fusione con il mondo fisico: "E il navigare per immagini, che sarà un trend forte del 2012, come si vede anche dal successo di Tumblr", dice Kimberly Maul, analista di eMarketer. "Grazie anche al boom degli smartphone, che rendono molto facile fare e condividere foto. In più", continua Maul, "Pinterest si sposa bene con il fatto che molti utenti ora preferiscono non essere creatori di contenuti e limitarsi a curare e condividere quelli altrui". Ma forse ci si può spingere oltre e dire che Pinterest appassiona perché proietta le aspirazioni, i sogni e i desideri degli utenti; e le immagini in questo sono più efficaci delle parole, saltando i processi razionali, come ben sanno gli esperti di marketing.

Consumismo post moderno allo stato puro, in altre parole: un continuo rinvio verso ciò che non abbiamo o che non abbiamo ancora fatto, ma che crediamo ci rappresenti. Purché dotato di un cartellino con il prezzo.
[fonte espresso]

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