Tre satelliti in orbita per una migliore comprensione del campo magnetico terrestre

La schermatura magnetica protegge il nostro pianeta dalle particelle cariche provenienti dal Sole. Senza quato scudo la vita sulla Terra sarebbe impossibile. Questo scudo è generato principalmente in profondità all’interno della Terra da un oceano di ferro vorticoso nel nucleo esterno liquido. Come il campo magnetico vari nel tempo e come sia stato creato è un rebus non ancora pienamente compreso. Questa forza è in costante evoluzione, e per il momento mostra segni di un significativo indebolimento. Con una nuova generazione di sensori, tre satelliti che compongono la missione Swarm dell’ESA, sarà possibile fornire una maggiore comprensione di questi processi naturali. La rete Swarm è stata progettata per misurare i segnali magnetici dal centro della Terra, dal mantello, dalla crosta, dagli oceani, dalla Ionosfera e dalla Magnetosfera, fornendo dati che permetteranno agli scienziati di studiare le complessità del nostro protettivo campo magnetico. Nel corso di 5 mesi, il trio di satelliti sarà lanciato dal cosmodromo di Plesetsk, nella Russia Settentrionale. Due saranno in un’orbita molto vicina e alla stessa altitudine, inizialmente a 460 chilometri circa, mentre il terzo satellite si troverà a circa 530 chilometri. Queste differenti orbite permetteranno un miglior campionamento nello spazio e nel tempo, aiutando a distinguere gli effetti delle diverse fonti di magnetismo. Gli obiettivi della missione sono stati presentati alla conferenza stampa presso il centro IABG in Germania, dove tutti i satelliti hanno completato un intenso programma di test. Le origini di tutti i segnali magnetici derivanti da diverse parti dei satelliti sono stati contabilizzati in modo che le misurazioni effettuate in orbita non siano male interpretate. “Questo periodo del progetto è davvero emozionante“, ha dichiarato Yvon Menard, dell’ESA, che poi aggiunge. “Abbiamo raccolto ottimi risultati dai test e il team è ansioso di verificare le prestazioni in orbita, al fine di confermare le promesse fatte“.
[fonte meteoweb]

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