Twitter: i politici barano?

Bersani ha più di 3,000 follower che non hanno mai scritto niente e quasi 7.000 senza biografia. Casini ha guadagnato quasi 8.000 supporter in poche ore. Anche Formigoni ha conquistato 4.000 fan in un giorno solo. E viene il dubbio che nella popolarità dei leader sui social network ci sia lo zampino dei loro uffici stampa.

«Bisogna fare una scommessa assieme», dice il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, su Twitter. Oppure: «Sto per iniziare una riunione sulle amministrative di Palermo», Angelino Alfano, sempre sul social network. E ancora, cinguetta Pierferdinando Casini: «I partiti devono cambiare: meno demagogia e populismo, più serietà!».

Parlano, parlano, i politici su Twitter. La domanda è: chi li ascolta? Apparentemente in tanti. Arrotondando, Bersani ha 91 mila follower, Casini 39 mila, Di Pietro quasi 90 mila, Vendola addirittura 166 mila, Alfano per ora è fermo a 15 mila.

I numeri, come sempre, bisogna però saperli leggere. Su Twitter, non conta solo la quantità, ma anche la qualità e il grado di partecipazione e interazione di chi ti segue. Detto altrimenti: non basta raggiungere tante persone: bisogna che siano quelle giuste, interessate a quello che hai da dire. Se no, i numeri servono solo per fare scena, in una specie di competizione adolescenziale a chi ce l'ha più cospicuo - il seguito - quando poi, alla prova dei fatti, ti ascoltano in quattro gatti.

Ma, soprattutto, bisogna fugare il sospetto di trucchi e stratagemmi adoperati per gonfiare ad hoc il numero dei "seguaci". Non è un segreto che esista un mercato nero di fan e follower: vuoi 10 mila like sulla tua pagina Facebook o 50 mila nuovi follower su Twitter? Basta che paghi. Vale per le aziende, come per Vip e i politici.

L'anno scorso, Newt Gingrich, uno dei candidati repubblicani alle presidenziali Usa fu messo in imbarazzo da una ricerca che svelò come il 76 per cento del milione e trecentomila follower di cui menava vanto, non avesse nemmeno due righe di biografia sul profilo. Cinguettii mercenari? Difficile dimostrarlo, ma i dubbi permangono.

Abbiamo provato perciò ad analizzare il seguito di alcuni politici italiani (scelti fra quelli più attivi sul tecno fringuello): Vendola, Bersani, Di Pietro, Casini e Formigoni, per capire che tipo di seguito hanno e, ove possibile, la strategia adoperata per costruirsi un'audience su Twitter. Per farlo, abbiamo adoperato due strumenti gratuiti: Simply Measured, che permette di scaricare un profilo dettagliato degli ultimi diecimila follower di un utente Twitter e TwitterCounter, che fornisce statistiche relative alle dinamiche di crescita di un account.

Scoprendo, pur nei limiti dei tool e del tipo di campione analizzati, alcune cose interessanti. Per esempio, che alla data del 17 febbraio - giorno in cui abbiamo raccolto i dati - 3.051 degli ultimi 10 mila follower di Bersani non avevano pubblicato nemmeno un tweet, mentre 7620 di essi non avevano alcun tipo di descrizione biografica. Esistono davvero? Boh.

Interessante anche il dato sugli "amici degli amici": 5.620 dei diecimila più recenti fan del segretario del Pd avevano meno di 5 follower. Il che significa che la loro capacità di amplificare e far viaggiare sul network un cinguettio è assai limitata. Pur tenendo conto che si tratta di nuovi follower e che molti di essi potrebbero essere alle prime armi, è un dato che fa riflettere.

Dall'analisi effettuata con TwitterCounter, la crescita del seguito di Bersani dallo scorso agosto ad oggi risulta abbastanza costante, con una leggera accelerazione a partire da novembre che coincide con i giorni in cui viene affidato a Mario Monti l'incarico di formare il nuovo governo. Più significativa la tabella relativa ai following, ossia gli utenti seguiti dal politico, che ha un andamento singolare: calma piatta per lunghi periodi e poi infornate di 900 e passa persone seguite in un solo giorno. Succede più volte: il 27 settembre, il 18 ottobre, il 1 novembre, e così via. Le ipotesi sono due: o lo staff piomba di tanto in tanto in letargo, o adopera la strategia del "follow back" che consiste nel seguire tante persone in un colpo solo, sperando che almeno una parte di esse ricambi il favore.

Non molto diversa la situazione per quanto riguardaNichi Vendola: 3.600 degli ultimi diecimila follower non hanno mai twittato, 7020 sono senza bio, e il 64 per cento (per la precisione, 6.440) di essi aveva, al momento in cui li abbiamo fotografati con Simply Measured, meno di 5 amici. Non va meglio con Di Pietro: seguito da 3,283 persone con tweet pari a zero, 7,860 senza biografia e 6.321, sempre fra le ultime diecimila acquisite, con meno di cinque amici. I dati di crescita elaborati con TwitterCounter mostrano una cosa curiosa: per circa un mese, dall'8 gennaio al 7 febbraio, i follower del leader Idv crescono ogni giorno di 301 unità; non uno di più né uno di meno.
 
Non è detto però che ci sia sotto qualcosa di strano: simili progressioni statistiche possono infatti derivare da un'approssimazione dell'algoritmo di TwitterCounter. Il seguito dell'onorevole Casini, composto da più di 39.500 persone, appare lievemente più bilanciato di quello degli altri: fra i suoi ultimi diecimila seguaci, quelli che non hanno mai twittato sono "solo" 1.952 e quelli con meno di cinque seguaci, 4116. Resta elevato il numero di account senza bio: 6.824. La dinamica di crescita di @pierferdinando è abbastanza costante, tranne che per una curiosa anomalia: dal 3 al 4 settembre Casini guadagna in un colpo solo 7.938 follower dei circa 19 mila totali (la media degli ultimi sei mesi è di 143 in più al giorno). Cosa sarà accaduto? Nello stesso giorno, il leader Udc segue a sua volta 480 persone, con un exploit rispetto alla media, ma il rapporto è troppo asimettrico per ipotizzare un "follow back". Mistero.

Anche perché lo stesso accade a Formigoni che lo stesso identico giorno acquista più di 4.000 fan. Può darsi che ci sia un legame con l'attualità: sono i giorni della manovra targata Tremonti e dello scandalo Berlusconi-Tarantini. Per il resto, il presidente della Regione Lombardia, non si differenzia molto da Casini: il 36,9 per cento dei suoi più recenti 10 mila follower ha meno di 5 amici, il 20,4 di essi non aveva mai twittato e il 65 per cento di essi non possiede alcuna nota biografica a corredo del profilo. Anche tenendo conto che in Italia Twitter è esploso solo di recente e che una certa percentuale di account inattivi è fisiologica, dopo questo breve excursus, di fronte alle decine di migliaia di follower sfoggiati da alcuni politici nostrani, una domanda è lecita: è vera gloria?
[fonte espresso]

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