Da 0 a 18 anni, un figlio costa come un mutuo

Indagine Federconsumatori: per mantenere i figli fino all'età adulta le famiglie italiane spendono almeno 113.700 euro

Mettere al mondo un figlio non ha prezzo. Ma crescerlo sì, e il costo per le famiglie italiane è alquanto salato. Tra cibo, alloggio, abbigliamento, salute, istruzione e intrattenimento, da 0 a 18 anni un pargolo costa più o meno quanto un mutuo per una casa: 113.700 euro per famiglie a reddito basso (fino a 22.100 euro all’anno), 170.940 euro per quelle a reddito medio (37.500 euro all’anno) e 271.350 euro per quelle a reddito alto (oltre 68.000 euro all’anno). E’ quanto emerge da un’indagine dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori sulle spese che le mamme e i papà italiani devono sostenere per crescere un figlio. Lo studio si basa su ricerche già esistenti, condotte in Italia e all’estero, e su indagini ad hoc fatte da Federconsumatori.

Le variabili principali prese in considerazione sono il reddito familiare e l’età dei figli, a cui si aggiungono il patrimonio, la composizione del nucleo familiare, il luogo di residenza, gli stili di consumo e le risorse di welfare disponibili. Ognuno di questi elementi è fondamentale per comprendere quanto possono cambiare i costi da famiglia a famiglia. L’indagine ha preso come riferimento le spese per un figlio di 16 anni di una famiglia bigenitoriale che ha anche un secondo figlio minore, risiede in una grande realtà urbana del centro-nord in una casa di proprietà di circa 100 metri quadri, e ha un mutuo o un affitto da pagare.

Sono stati calcolati pro quota per il figlio gli esborsi per l’alloggio (affitto/mutuo, tasse di proprietà, manutenzione, pulizia, arredamento, utenze), l’alimentazione (cibo, non alcolici, buoni mensa, ristorante), i trasporti e le comunicazioni (quota di ammortamento per l’acquisto di un’auto, carburante, manutenzione e riparazioni, assicurazione, trasporti pubblici, telefonia fissa e mobile, connessione Internet), l’abbigliamento (acquisto, pulitura e riparazione di vestiti e scarpe), la salute (costi non coperti dal servizio pubblico), l’educazione e la cura (babysitter, tasse scolastiche, libri, ripetizioni, pre‐post scuola, viaggi studio, pc...), e per le spese varie (paghetta, sport, viaggi, regali…).

Fatti i conti risulta che in 18 anni le famiglie vanno a spendere da 113.700 euro (nuclei familiari con reddito fino a 22.100 euro all’anno, ai 271.350 euro (famiglie con reddito annuo superiore ai 68.000 euro. Le famiglie nella fascia di reddito media (37.500 euro all’anno) spendono invece 170.940 euro per portare i loro figli fino all’età della maturità. Cifre che corrispondono agli importi necessari per acquistare un’abitazione.

Contrariamente a quanto si può pensare, il periodo della crescita in cui le famiglie spendono di più è quando il loro figlio ha un’età compresa tra i 15 e 18 anni. L’esborso è di 7.100 euro all’anno per i nuclei a reddito basso, 11.400 per quelle a reddito medio e 16.500 euro all’anno per quelle con reddito alto. Ogni mese, quindi, le famiglie cacciano fuori da 591 euro a 1.316 euro. Di contro, la spesa per i primi anni di vita è più contenuta. Da 0 a 3 anni, per esempio, è, rispettivamente, di 5.850, 8.400 e 13.800 euro all’anno.

Andando a vedere le singole voci di spesa, emerge che i costi maggiori da sostenere sono quelli per l’abitazione (da 1.880 a 4.350 euro all’anno) e per l’alimentazione (da 1.280 a 2.370 euro all’anno). Gli esborsi, naturalmente, cambiano in funzione del luogo dove si cresce. La famiglia di reddito medio che spende 11.365 euro all’anno per crescere un figlio dell’età compresa tra i 15 e i 18 anni è, in base all’indagine, residente in un’area urbana del nord-ovest. Rimanendo nella stessa zona d’Italia, ma in un paese di provincia, la spesa complessiva scenderebbe a 9.735 euro; e calerebbe ulteriormente in un’area rurale dove non superebbe i 7.678 euro. E se nel nord-est, la spesa sarebbe più alta (area urbana 12.325 euro, media città 11.215 euro, area rurale 8.180 euro), diminuirebbe al centro (area urbana 10.420 euro, media città 8.940 euro, area rurale 7.740 euro e al sud, isole comprese (area urbana 8.930 euro, media città 7.545 euro, area rurale 6.290 euro).

E’ da notare che l’indagine non include le spese pubbliche che governo centrale e enti locali sostengono per la crescita di un figlio e che nel nostro paese arrivano all’1,5% del Pil. Una spesa non da poco, visto che nel periodo da 0 a 18 anni ammonta a 50.000 euro per figlio. La ricerca non tiene conto neanche dei costi per la cura dei figli, pari a circa 100 ore al mese, sostenuti in particolar modo dalle madri in termini di lavoro gratuito o di rinuncia a un guadagno economico. Si tratta di costi difficili da calcolare ma possono essere stimati in non meno di 600-700 euro al mese.

Nella classifica dei paesi sviluppati in cui si spende di più per il mantenimento della prole, l’Italia si colloca a ridosso dei primi. Prendendo sempre in considerazione le famiglie che vivono in una grande realtà urbana e dal reddito medio (rappresentate in Italia da quella che spende in 18 anni 170.940 euro), in testa ci sono i nuclei familiari della Gran Bretagna (181.400 euro in 18 anni), seguiti da quelli statunitensi (177.920 euro), da quelli tedeschi (175.500 euro) e da quelli svizzeri (171.500 euro). Subito dopo, c’è l’Italia, che si piazza davanti a Francia (170.500 euro), Canada (168.800) e Cina (156.00 euro).
[fonte yahoo]

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