Da problema a preziosa risorsa, dalla Bulgaria una soluzione per produrre gas dallo smaltimento dei rifiuti

La spazzatura puzza, ma grazie ad una nuova tecnologia recentemente brevettata da un’equipe di scienziati bulgari il suo odore potrebbe esser presto meno sgradevole che in passato. Grazie al lavoro dei professor Venko Beshkov, direttore dell'Istituto di Ingegneria Chimica presso l'Accademia delle scienze bulgara e a quello di Ivaylo Spassov, direttore della società Sofia Invest Engineering, i rifiuti solidi urbani potranno diventare presto una preziosa risorsa da cui ricavare del gas pirolitico: un gas ad alto contenuto calorico che rispetto al più nobile gas naturale risulta esser a basso costo.
 
Un'unica soluzione per risolvere due grandi problemi della società - "Il metodo proposto - ha spiegato Beschkov - è una combinazione vincente del trattamento dei rifiuti solidi urbani a temperature molto elevate con basso consumo di energia. Otteniamo quindi, come prodotto principale, un gas ricco di monossido di carbonio e idrogeno che può essere adoperato direttamente per usi domestici o dall'industria energetica. In questo modo si risparmia gas naturale e petrolio, e inoltre si abbassa lo sfruttamento delle fonti non rinnovabili".
 
Un impianto consuma un decimo dell'energia prodotta - Beshkov e Spassov, nel corso di una conferenza stampa, hanno illustrato la loro scoperta, sottolineando che l'estrazione del gas avviene in impianti che generano anche 10 volte l’energia necessaria per lo smaltimento del pattume: un “dettaglio” che renderebbe il metodo estremamente redditizio. Non va poi scordato che convertendo la spazzatura si eliminerebbe anche il problema dello smaltimento termico dei rifiuti solidi. Per produrre gas pirolitico dai rifiuti basterebbe, sottolineano gli esperti, un semplice compressore per pneumatici, un generatore di ossidrogeno e un forno pirolitico. All’interno di quest’ultimo, a una temperatura compresa fra i 2.000 e i 3.000 gradi, la spazzatura rilascia il gas, molto simile al metano.
 
Della spazzatura incenerita rimarrebbe soltanto una piccola parte - "Come risultato - ha spiegato Beshckov - i rifiuti completamente distrutti vengono trasformati in energia sotto forma di gas”. Della spazzatura incenerita rimarrebbe soltanto una piccola parte, sotto forma di carbonio, che a detta di Beshkov e Spassov “potrebbe essere utilizzata per altri scopi nell'industria oppure rilavorato e convertito in energia".
 
Da un solo chilogrammo di rifiuti è possibile ricavare circa 2 metri cubi di gas - Per ottenere un megawatt di energia basterebbe incenerire dai 300 ai 1.000 chilogrammi di pattume (tutto dipende dalla composizione della spazzatura). Il maggior contenuto energetico si ha nella plastica, mentre i rifiuti alimentari hanno un potere energetico inferiore, 3 o 4 volte minore. Tutti i tipi di rifiuti possono essere trattati, fatta eccezione per il vetro, il metallo e i materiali inerti come ceramica, sabbia e pietra.
 
Realizzazione di un impianto richiede un investimento "minimo" - "L'installazione è completamente indipendente da combustibili fossili o loro derivati - ha poi aggiunto Spassov -. Dal punto di vista della salvaguardia dell'ambiente i livelli di inquinamento sono molto bassi, al di sotto degli standard minimi. Ma anche in questa forma vi saranno degli impianti aggiuntivi per un'ulteriore ripulitura di quello che viene rilasciato nell'atmosfera". Beshkov ritiene che la nuova soluzione di riconversione rifiuti lascerà stupefati i potenziali imprenditori interessati ad investire in questa tipologia di progetto, anche perché l’investimento iniziale richiesto risulta esser alcune volte più conveniente rispetto ai dispositivi attualmente disponibili sul mercato per il semplice incenerimento dei rifiuti urbani.
[fonte tiscali]

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