E adesso è allarme siccità

Ci sono eventi che non sorprendono più. Ogni anno sappiamo che arriverà Natale, che ci saranno le vacanze estive, che d'inverno fa freddo e che d'estate c'è l'emergenza caldo. E così, mentre ancora abbiamo negli occhi gli inviati sommersi dalle bufere di neve in un inverno "mai così freddo negli ultimi 50 anni", ecco che arriva la nuova emergenza. Il caldo torrido primaverile e il rischio siccità.

Primavera bollente. Le previsioni meteorologiche per i prossimi mesi in Europa parlano di temperature sopra la media su tutto il Vecchio Continente, con la sola esclusione del Regno Unito. L'aria fresca nordatlantica, che di solito rende temperato il clima in Europa quest'anno non arriverà, lasciandoci in balia del sole e delle poche nuvole previste. Insomma, sarà una primavera torrida che influenzerà pesantemente l'agricoltura e i raccolti in tutto il Continente.

La peggior siccità degli ultimi 70 anni. Il grido d'allarme arriva dalla penisola iberica. Quello appena terminato è stato l'inverno più secco degli ultimi 70 anni e il raccolto è già rovinato. L'agricoltura di Spagna e Portogallo è pesantemente danneggiata, e l'estate non si presenta migliore. Un 30% in meno di precipitazioni rispetto alla norma, solo 10 giorni di pioggia che hanno salvato in parte la situazione, ma non hanno certo risolto il problema. E, anzi, le precipitazioni ora potrebbero essere ancor più devastanti. Le previsioni meteo, infatti, parlano di diluvi torrenziali sulla penisola iberica, con precipitazioni talmente violente da distruggere quel poco di coltivazioni che si sono salvate dalla siccità invernale.

Italia in ginocchio. Una situazione simile a quella che viene vissuta qui da noi, dove alla crisi economica e all'aumento della pressione fiscale per gli agricoltori si aggiunge un meteo impazzito. Le gelate che hanno creato disagi tra gennaio e febbraio hanno anche colpito pesantemente i campi. Confagricoltura ha lanciato l'allarme già da settimane: frutta e verdura hanno subito un duro colpo dalle nevicate abbattutesi sull'Italia e i raccolti sono a rischio. Ora, però, passato il grande freddo arriva il grande caldo. Siccità e temperature estive già ad aprile porteranno a un aumento esponenziale dei prezzi per i consumatori e a una grave crisi dell'intero settore agroalimentare. A ciò si aggiunge, per assurdo, che se alcune zone d'Italia sono andate nel caos per le forti nevicate, altre zone — come il bresciano e il Trentino — hanno vissuto un inverno senza coltre bianca. Neve che, sciogliendosi, garantisce una riserva idrica per la bella stagione e che, invece, quest'anno non ci sarà. Così diversi laghi e bacini sono a secco e, se non pioverà, creerà fortissimi danni all'agricoltura.

Allarmismo o realtà. Insomma, la situazione è grave. Ma un dubbio, sinceramente, nasce. Ogni inverno ci sentiamo raccontare che è il più freddo degli ultimi decenni, ogni estate vengono lanciati gli allarmi caldo, con servizi televisivi e indagini giornalistiche su siccità, problemi per la salute e quant'altro. Poi ci sono le alluvioni, faccia opposta della stessa medaglia. Problemi seri, allarmi gravi, ma che si ripropongono ciclicamente ogni anno. Manca solo l'allarme tiepido e avremmo fatto l'en plein.
[fonte yahoo]

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