Il gemello della Terra deve attendere - Cala il numero dei candidati

Individuati 2.321 pianeti extrasolari attorno a 1.790 stelle. Ma quelli simili al nostro sono meno dell'1%.

Keplero: grandi speranze deluse? Il bilancio dei sedici mesi di osservazioni del satellite della Nasa concepito per dare la caccia a pianeti extrasolari gemelli della Terrasuona un po’ deludente rispetto alle aspettative. Lanciato nel marzo 2009 da Cape Canaveral ora celebra tre anni di vita in orbita coperto da riconoscimenti: per i suoi risultati la rivista americana Aviation Week & Space Technologyha riconosciuto un premio annuale e un altro riconoscimento è appena giunto dalla Space Foundation sempre negli States.

BILANCIO - In effetti il bilancio della missione Kepler è, almeno nei numeri, impressionante rispetto alle osservazioni compiute da terra. Finora ha individuato 2.321 candidati pianeti extrasolari attorno a 1.790 stelle della galassia. Soltanto alla fine di febbraio i responsabili della missione hanno annunciato la scoperta di un gruppo di nuovi 1.091 pianeti extrasolari. Ma la delusione è derivata dall’analisi dei dati in dettaglio riguardanti i presunti pianeti solidi tenendo conto soprattutto di due elementi chiave: la distanza dalla stella-madre e la taglia.

PROBABILITÀ - Si è infatti constatato che anche se avevano una dimensione paragonabile alla Terra in buona parte dei casi questi pianeti erano troppo vicini all’astro e quindi troppo caldi per ospitare la vita; oppure erano troppo lontani dalla zona abitabile dove la quantità di radiazione ricevuta ha una dose giusta e l’acqua può scorrere. Per tali ragioni la probabilità iniziale calcolata dall’astrofisico Wesley Traub secondo la quale i piani gemelli della Terra in zona abitabile erano il 34 per cento di tutti quelli osservati, è scesa secondo le ultime valutazioni al di sotto dell’uno per cento. C’è da dire che non si tratta di considerazioni definitive per vari motivi.

LIMITI - La prima è che questi risultati derivano da modelli di valutazione teorica (e ce ne sono più di uno in competizione con risultati differenti) i quali tengono conto dei dati parziali finora raccolti: i sedici mesi sono pochi e si ritiene necessario per avere una base solida arrivare almeno a 24 mesi. In secondo luogo si tratta sempre di osservazioni indirette perché il satellite Kepler non ha la possibilità di vedere direttamente il pianeta extrasolare, ma valuta soprattutto l’affievolirsi della luminosità della stella madre quando il pianeta le transita davanti. Quindi mentre scende il numero dei pianeti simili alla Terra in zona abitabile, sale invece il numero dei pianeti giganti tipo Giove che appaiono molto spesso vicini all’astro.

SPERANZE - Tutto ciò contrasta sempre più con il modello del nostro sistema solare, che appare più ordinato con i piccoli corpi più vicini e i grandi più lontani. Quindi anche finora sono 246 i pianeti tipo Terra rilevati, molti sono comunque da escludere. La ricerca in questo campo, come era facile prevedere, se da una parte ha entusiasmato perché porterà primo o poi verso la scoperta del gemello della Terra, dall’altra si è dimostrata molto più complicata, facendo pure tramontare il modello del nostro sistema solare come riferimento. Quindi si aspettano i nuovi telescopi, soprattutto Webb Telescope della Nasa che sarà lanciato nel 2018, per raccogliere prove più sicure e compiere passi avanti decisivi.
[fonte c.d.s.]

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