La crisi? Per le strade tanti mendicanti. In seconda fila

Il prezzo dei beni di consumo è aumentato in un anno del 4,5%. Ora il carrello della spesa è cosi caro che ha i cerchi in lega e gli interni in radica. Non parliamo dei generi alimentari: il prezzo degli ortaggi è aumentato al punto che Gigi D’Alessio ha confessato di prendere le stecche apposta per farsi lanciare i pomodori. Per le bollette della luce l’aumento previsto nel primo trimestre del 2012 è del 4,9%: l’energia elettrica è diventata così cara che l’italiano medio ha le stesse probabilità che gli stacchino la luce di un passeggero della Costa Crociere (a proposito, la Costa Allegra è stata trainata in salvo ma dopo questo secondo incidente la compagnia ha cambiato lo slogan sulla brochure: non più «Vuoi trovare l’amore?» ma «Vuoi essere rimorchiato?»). A fronte di questi aumenti, gli stipendi sono rimasti al palo e molti posti di lavoro sono andati persi: il tasso di disoccupazione è al 9,2, il livello più alto dal 2004 (te ne accorgi perché nelle vie del centro è pieno di mendicanti in seconda fila).

Ai giovani va peggio: la disoccupazione giovanile è al 31,1% (l’argomento più efficace per sostenere la necessità dell’aumento dell’età pensionabile non era «Dai che tanto si vive sempre più a lungo» ma: «Dai che tanto si comincia a lavorare sempre più tardi». In queste condizioni, cresce la domanda di prestiti da parte delle famiglie e delle piccole e medie imprese. Nel 2011, il 52% delle piccole imprese ha chiesto un credito o un prestito: erano il 36% nel 2007. Diminuisce però la percentuale di chi il prestito lo ottiene, perché le banche hanno chiuso i rubinetti. Per uscire da questa crisi, la Bce ha deciso di prestare due miliardi al tasso risibile dell’uno per cento. Alle imprese? No, alle banche. La prossima mossa della Bce contro la crisi e gli aumenti del carburante potrebbe essere quella di regalare la benzina ai petrolieri.
[fonte unità]

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