L'hacker che rubava le vite via webcam

Mijangos ha spiato i computer di 230 persone e le ha ricattate.

Spiava le sue vittime attraverso le webcam, entrava negli hard disk, rubava foto e informazioni. E poi le ricattava. Torna a far discutere l'incredibile vicenda dell'hacker messicano Luis Mijangos, arrestato nel settembre del 2011, con l'accusa di aver spiato più di 230 persone, alcune delle quali minorenni. Il reporter americano David Kushner, esperto di giornalismo tech, ne ha ripercorso la storia sulle pagine di GQ e di Wired, mentre ancora oggi nuove vittime si fanno avanti per denunciare di essere cadute nella rete di Luis.

LA LUCINA LAMPEGGIA - Figlio di un agente di polizia federale di Città del Messico, a 16 anni Mijangos rimane coinvolto in una sparatoria, un proiettile vagante lo colpisce e il ragazzo rimane paralizzato. A quel punto Luis con la famiglia si trasferisce in California, si iscrive ai corsi di informatica e scopre quanto sia facile violare il computer di una persona. All'inizio si limita a truffare i siti di e-commerce. Poi va oltre. Grazie a programmi reperibili facilmente in rete, riesce a trovare un sistema per controllare oltre 600 computer contemporaneamente. E scopre come la webcam diventi un canale per osservare le persone e scoprire tutti i loro segreti. Così inizia ad entrare nei forum e sui social network e lancia le sue esche, "infettando" le vittime con link grazie ai quali entra nei loro pc. La prima è Kiki, una prostituta, trovata su un forum di escort. Poi è il turno di Gina. Anche ragazzine minorenni finiscono nella sua rete. Luis non riesce più a fermarsi. Le donne vengono ricattate e spaventate in diretta. Alcune si rivolgono alla polizia. Ma immediatamente ricevono messaggi minatori in chat «So cosa stai facendo, se non vuoi che metta in rete le tue foto hard smettila subito». Per le ragazze la vicenda si trasforma in un incubo da film dell'orrore. Intanto la lucina della webcam continua a lampeggiare: Luis vede tutto quello che accade nella casa delle donne, momenti intimi compresi. La voce si diffonde, per 150 dollari questo ragazzo è disposto a violare il computer di chiunque, in qualunque parte del mondo.

"SEXTORTION" - Il 10 marzo del 2010, il giorno del suo 31esimo compleanno Mijangos viene arrestato da una squadra di agenti dell'Fbi. Passano 18 mesi e la sua foto in sedia a rotelle fa il giro del mondo. L'accusa è di estorsione e "sextortion", la condanna sette anni di carcere. Al giornalista che lo ha intervistato nella sua cella spiega: «Lo facevo per frustrazione, quelli si divertivano, facevano progetti, balli di fine anno, feste. Io non ho mai vissuto nulla del genere. E allora pensavo: perché non provi a passare delle giornate di merda come le mie?».
[fonte c.d.s.]

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