Sempre in linea ma non per questo in salute, 6 milioni di italiani sono "grassi dentro"

Non hanno problemi di linea, né conflitti con la bilancia e l'idea di poter essere a rischio cardiovascolare non li sfiora neanche. Invece il 25 per cento degli italiani adulti senza problemi di peso è "grasso dentro" e ha accumulato pericolosi depositi di grassi nel fegato, nelle arterie e intorno al cuore: oltre sei milioni di italiani che senza saperlo hanno un rischio doppio di andare incontro a malattie cardiovascolari e una probabilità di sviluppare il diabete da quattro a cinque volte più alta rispetto a chi è normopeso per davvero, dentro e fuori. A fugare le illusioni di quanti credono di essere a riparo perché non sono afflitti da chili di troppo sono i massimi esperti italiani riuniti a Napoli per il Congresso Nazionale della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC), secondo cui la colpa è degli stili di vita sbagliati e soprattutto della sedentarietà ormai epidemica.
 
Il 33% degli italiani non fa sport - "Un italiano su tre non fa alcuna attività fisica, il 37 per cento pur muovendosi non arriva comunque ai 30 minuti al giorno cinque volte alla settimana raccomandati dai medici", spiega Bruno Trimarco, presidente Siprec e Ordinario di Cardiologia all'Università Federico II di Napoli. "Soprattutto - precisa - le persone magre credono che l'unico beneficio dell'attività fisica sia la perdita di peso. Ma non è così, le persone in forma hanno bisogno di fare movimento come le altre per stare bene e tenere sotto controllo il colesterolo".
 
Bastano delle analisi del sangue per verificare il proprio stato di salute - Per accorgersi se si è "grassi dentro", i cardiologi consigliano di fare semplici analisi del sangue. "Se i valori di trigliceridi e glicemia sono magari nella norma ma verso il limite superiore e se il colesterolo buono HDL tende ad essere basso allora si può sospettare un accumulo di grassi nelle arterie e altrove, dentro l'organismo: il colesterolo HDL è infatti quello che "pulisce" i vasi dal colesterolo cattivo, portandolo verso il fegato: se cala molto è indice che la bilancia si sta spostando verso l'accumulo dei grassi piuttosto che la loro eliminazione - spiega Giorgio Sesti, Ordinario di Medicina Interna all'Università "Magna Graecia" di Catanzaro.
 
Uomini e donne sono entrambi a rischio di essere "metabolicamente obesi" - Queste persone hanno infatti un metabolismo molto simile a quello degli obesi, e si ritrovano perciò con i valori dei fattori di rischio sballati tanto quanto i pazienti con molti chili di troppo ed evidenti difficoltà nel metabolismo dei grassi. La probabilità di essere normopeso ma metabolicamente obesi cresce con l'età e anche con il livello di sedentarietà, mentre non sembra esistere una condizione genetica predisponente. Molto pericoloso pare l'accumulo di grasso sul fegato, organo chiave nel metabolismo.
 
Praticare sport per smaltire il grasso viscerale - "Il fegato smaltisce i grassi e produce metaboliti ‘buoni’, che aiutano a ripulire l'organismo dal colesterolo. Il primo passo è iniziare a svolgere regolarmente esercizio fisico: l'attività aerobica, quale la corsa leggera, la passeggiata in bicicletta, il nuoto, brucia per primo proprio il grasso viscerale e il fegato si disintossica velocemente - consiglia Trimarco -. Anche chi ha solo un po' di pancetta o comunque il girovita non superiore ai 102 centimetri nell'uomo e gli 88 nella donna, limiti oltre cui la presenza di un problema è certa, dovrebbe praticare almeno tre-quattro volte alla settimana attività aerobica per non accumulare grasso viscerale e smaltire quello in eccesso. Infine, occorre ovviamente una dieta attenta al consumo di grassi, non necessariamente ipocalorica conclude Trimarco.
[fonte tiscali]

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