Striscia la Notizia? Non è quel che sembra..

Ezio Greggio vuole censurare l'Espresso.
Si presenta come paladino della libera informazione, ma intima l'Espresso di «rimuovere immediatamente dal sito» un articolo in cui veniva citato. Invece di ringraziarlo perché ha rivelato una truffa di cui è stato vittima.

L'articolo:
«La macchinetta del fango del Gruppo L'Espresso contro 'Striscia la Notizia' sembrava ormai disinnescata, ma ha ripreso improvvisamente un po' di vigore usando, come al solito, notizie false e non verificate», scrive l'ufficio stampa del programma di Antonio Ricci. «Essendo un vivente, potevano farmi almeno una telefonata. Avrebbero evitato l'ennesima 'canzonata'. Ormai il problema delle fonti per l'informazione si presenta sempre più evidente, a parte quei giornalisti che inventano falsi scoop solo per diffamare», spiega il conduttore Ezio Greggio, accusando indirettamente i giornalisti dell'Espresso di diffamare e di inventare le notizie.

Il suo avvocato, addirittura, intima «di rimuovere immediatamente ogni riferimento al sig. Greggio dal testo dell'articolo 'La casta beffata dal falso rettore'» pubblicata sul nostro sito Internet. Non pago, il legale del conduttore definisce «suggestiva e diffamatoria la menzione del mio assistito», si riserva «di agire nelle sedi più opportune per la tutela dell'onore di Ezio Greggio» e ci «diffida pertanto dal ripubblicare la notizia o dall'associare nuovamente ed in maniera impropria il nome del mio assistito alla vicenda della falsa Università "Giovanni Paolo I"».

Insomma, una minacciosa richiesta di censura un po' curiosa da parte di chi si propone ogni sera come paladino della libertà in tivù

Ma cos'è che ha fatto arrabbiare tanto l'attore? Vediamo.
Nell'inchiesta sulla falsa università 'Giovanni Paolo I "l'Espresso" ha raccontato dell'indagine dei pm di Santa Maria Capua Vetere sull'Unipapaluciani. Un ateneo inventato da Luciano Ridolfi, un ex tenente dell'esercito che nel 2008 si è auto-nominato rettore cominciando a consegnare false onorificenze (i "laurei accademici ad honorem" e i diplomi di "cattedratico ad honorem") a personaggi dello spettacolo, onorevoli e sottosegretari, generali della Finanza e imprenditori. Tutte vittime della truffa di Ridolfi.

Insieme a tanti altri nomi celebri, nella lista del sito dell'Università sequestrato dal Gat, (il nucleo speciale Frodi telematiche) compare anche il nome di Ezio Greggio, definito «cattedratico ordinario».

"L'Espresso" non ha fatto altro che riportare quella lista dedicando un rigo al conduttore citandolo insieme a molti altri personaggi e sottolineando nel paragrafo successivo di non sapere ancora (l'indagine è appena all'inizio) «se le vittime della truffa hanno partecipato consapevolmente a cerimonie per la consegna del loro "lauro" o se talvolta l'onorificenza è stata decretata a loro insaputa». Con certezza, grazie ad alcuni video dei telegiornali ed altri postati su Youtube, solo Lino Banfi, Settimo Nizzi e Rocco Buttiglione hanno infatti ricevuto l'onorificenza dalle mani di Ridolfi.

Infine una curiosità. 'L'Espresso' ha anticipato l'inchiesta in esclusiva sul sito mercoledì pomeriggio. La sera del giovedì 'Striscia la notizia' ha mandato in onda un servizio sulla vicenda della falsa università non solo senza mai citare "l'Espresso" (che aveva dato la notizia 24 ore prima), ma soprattutto senza fare il nome di Greggio, mentre invece venivano indicati altri personaggi coinvolti come vittime, tra cui Carlo Giovanardi che invece non risulta nella lista sequestrata dalla Gdf.

Solo alla fine del servizio Greggio ha spiegato di essere stato in effetti contattato da Unipapaluciani quattro anni fa - tramite un amico giornalista - per tenere alcune lezioni, ma di aver declinato l'offerta: «Mai visti e mai conosciuti», ha detto in studio Greggio. «E invece pare che per fare i loro pacchi abbiano usato anche il mio nome oltre a quello di altri artisti e personaggi illustri. Vuol dire che avranno una honoris causa in più: la mia. Ma senza honoris, solo causa. Per truffa».

Iniziativa condivisibile. E visto che la truffa l'ha scoperta 'l'Espresso', forse sarebbe stato un po' più corretto e civile ringraziarci, anziché minacciare censure e querele.
[fonte espresso]

Secondo noi: Striscia la Notizia - come Facebook.

Commenti

  1. Lo show moralista a senso unico. Chi dovrebbe indignarsi è chi lo segue.

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