Violenza donne, in arrivo un ddl contro il femminicidio e Profumo annuncia una campagna per le scuole

I dati continuano ad essere agghiaccianti, ma per quanto faccia effetto sapere che ogni due giorni un uomo uccide la sua compagna, o ex compagna, gli omicidi non si fermano e sono 46 le donne uccise dall’inizio del 2012 dal marito, o fidanzato, il più delle volte come risposta ad un abbandono. La senatrice Adriana Poli Bortone, cofondatrice di Grande Sud, ha annunciato un disegno di legge che preveda "un fortissimo inasprimento delle pene contro la violenza sulle donne e in particolare quella 'nascosta' tra le mura domestiche". "Per combattere il fenomeno del femminicidio serve certamente - spiega - una nuova cultura della non conflittualità e del rispetto della persona sulla quale lavorare nelle scuole, ma anche un fortissimo inasprimento delle pene, necessario in una fase di emergenza come quella attuale".

L’importanza delle parole - Ed è importante che si parli di assassinio e non di “dramma della gelosia”, o di “uccisioni per il troppo amore”, come spesso si legge sui giornali, tutte espressioni che sanno di assolutorio in un Pese che non riesce a fare i conti con una cultura del possesso vissuta nei sentimenti e nei rapporti personali. L’inasprimento delle pene non basta perché è dalla cultura che deve arrivare la cura ad una visione malata della vita di coppia. Bisogna dare un’alternativa all’uomo che pensa “se non sarai mia non sarai di nessun altro”, “se mi lasci ti uccido”. Perché il fatto tragico nella tragedia è che non si tratta di retaggi di una cultura arcaica: anche i 17enni uccidono le fidanzatine che osano lasciarli, segno che non c’è nessuna evoluzione delle nuove generazioni.“Una campagna nelle scuole per educare i ragazzi al rispetto” - Per questo merita il plauso di tutti la campagna annunciata dal ministro della Pubblica istruzione, Francesco Profumo, che sarà attiva in tutte le scuole.

Gli studenti potranno presentare progetti da valutare in ottobre, in occasione della “Settimana contro la violenza” istituita per la prima volta, nel 2009, dai ministri Gelmini e Carfagna. Per il ministro Profumo la formazione può fare molto: “In questi casi la scuola deve svolgere un lavoro quotidiano di educazione. Credo poco all´effetto degli eventi se non sono preceduti da un lavoro con i ragazzi. La ‘Settimana contro la violenza´ che si tiene in tutta Italia ad ottobre è un´occasione importante se riusciamo a farla precedere da un progetto comune con gli studenti”.L’esempio spagnolo - Con ragione il ministro ha richiamato in proposito l’esempio della Spagna, che ha una cultura mediterranea simile alla nostra, dove negli anni scorsi è partita una campagna comunicativa molto efficace per il rispetto delle donne nel contesto familiare e non solo. Le città iberiche sono state a lungo tappezzate di manifesti con slogan come questo “se ti picchia non ti ama. Amati tu: denuncialo”.
[fonte tiscali]

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