E' boom di suicidi "economici", l'allarme degli specialisti

E' diventata cronaca quotidiana. L'ultimo episodio è di queste ore: un imprenditore di Roma, depresso dopo il fallimento della sua azienda, decide di farla finita e si spara con un fucile. Ma è solo l'ultimo di una lunga lista di vittime della crisi che, uscendo dai freddi grafici finanziari, si abbatte sulla vita reale. Sono noti col nome di "suicidi economici" e rappresentano un fenomeno drammatico che gli psichiatri considerano "tipico" dei periodi di depressione. I dati appena diffusi dalla Cgia di Mestre ne danno la misura: nel biennio 2008-2010 si è registrato un incremento del 24,6 per cento. Tradotto in numeri assoluti significa che si è passati da 150 a 187 casi in due anni. A questi si aggiungano le statistiche relative ai tentativi di suicidio (204 casi nel 2008 contro i 245 del 2010, incremento del 20 per cento) e la portata del dramma è servita. Una tendenza che rischia di peggiorare notevolmente nel 2011 e nell'anno in corso.
 
Suicidi - I presupposti per l'allarme sociale insomma ci sono tutti. Secondo l'analisi di Maurizio Pompili, respondabile del Servizio di prevenzione del suicidio dell'ospedale Sant'Andrea dell'Università La Sapienza di Roma, "non si tratta di un fenomeno inedito. Già in tempi recenti - spiega a Tiscali - si sono avuti due periodi di questo tipo: nel 1870 una grave crisi economica portò a un aumento di suicidi su scala non solo italiana ma europea, mentre nel secolo scorso la crisi del '29 fece registrare numeri record di persone che si tolsero la vita". Fatti già assunti in letteratura dai quali si è capito "che, semplicemente, la crisi economica è associata a un aumento del numero di suicidi. Forse stiamo attraversando un periodo come questo", afferma lo psichiatra, sottolineando che "in Italia i dati di questi ultimi anni sono preoccupanti".
 
Prevenzione - La prevenzione diventa l'unica arma per contrastare un fenomeno che riguarda imprenditori afflitti da debiti e sensi di colpa verso i dipendenti, ma anche operai e impiegati che perdono il posto di lavoro e - come nel caso di Gela di pochi giorni fa - pensionati che cedono davanti al taglio di una pensione già ai minimi termini. Per queste persone, dice Pompili, "togliersi la vita diventa l'unica soluzione possibile", in una condizione generale nella quale "i suicidi diventano il rimedio permanente per un problema temporaneo" e "il dolore del fallimento diventa una sofferenza insopportabile". L'intervento dei medici in questi casi è imprescindibile perché "agisce proprio sul desiderio di morte spostandolo sulla vita, aiutando queste persone a trovare una prospettiva positiva". Per rendere meglio l'idea si può usare l'immagine di "un tunnel in fondo al quale non si vede la luce": ogni alternativa, ogni opzione rispetto alla morte è tagliata fuori.
 
Più risorse - Ma raggiungere queste persone e aiutarle a riemergere non è cosa semplice. "Attualmente abbiamo porte spalancate per tutti coloro che ci chiedono aiuto venendo al nostro centro, entrando nel sito internet (www.prevenireilsuicidio.it) o telefonandoci (06 33 77 77 40); ma noi non siamo in grado di andare da loro. Abbiamo una squadra di medici che si muove - spiega -, con mezzi molto scarsi è impossibile rispondere all'emergenza". E allora davanti ad un governo capace di "scelte così coraggiose in termini di riforme e tagli", dice Pompili, è legittimo attendersi "un intervento altrettanto coraggioso" indirizzato a contenere gli "effetti collaterali" per "salvare le persone in difficoltà". Servono cioè risorse che pongano rimedio alla sostanziale mancanza di strutture destinate alla prevenzione, "quali centri di ascolto con personale specializzato che agiscano nel territorio. Professionisti insomma - conclude Pompili - che capiscano il problema e sappiano accogliere chi è in difficoltà". 
[fonte tiscali]

Commenti

Post popolari in questo blog

24 novembre 2010 - [I cerchi nel grano indicano questa data]

E se vivessimo in un universo che è un’illusione?

MAPPA DEI VULCANI ATTIVI NEL MONDO