I fertilizzanti sotto accusa per i gas serra

Dal 1750 nell'atmosfera l'ossido di diazoto (N2O) è aumentato del 20%.

Dal 1750, all'inizio della rivoluzione industriale, il livello nell'atmosfera dell'ossido di diazoto (N2O) è aumentato del 20%: da 270 parti per miliardo (ppb) agli attuali 323 ppb. Sembra poco, visto che si parla di parti per miliardo, ma l'ossido di diazoto è tra i principali gas serra: dato 1 il potenziale di gas serra dell'anidride carbonica, l'N2O vale 289 in un arco temporale di vent'anni. Considerando che ha un periodo di permanenza nell'atmosfera superiore ai cento anni, si capisce il «peso» di questo gas nella lotta al riscaldamento globale.

STUDIO - Ora un'analisi dell'Università della California Berkeley pubblicata sul numero di aprile di Nature Geoscience ha dimostrato che l'enorme utilizzo dei fertilizzanti azotati nell'agricoltura intensiva ha provocato il forte incremento dell'ossido di diazoto nell'atmosfera. L'impiego di questo tipo di fertilizzanti stimola i batteri a trasformare l'azoto in N2O a un tasso più veloce di prima. «Non possiamo impedire di utilizzare i fertilizzanti», avverte Kristie Boering, che ha guidato il gruppo di studio. «Intendiamo solo contribuire a modificarne l'uso e a introdurre pratiche agricole che diminuiscano il rilascio di questo gas».

ISOTOPI - L'ossido di diazoto, oltre a essere il più potente gas serra dopo la CO2 e il metano, ha un altro effetto collaterale: distrugge lo strato di ozono che protegge la vita del pianeta dai raggi ultravioletti nocivi. Il sofisticato studio è stato condotto sugli isotopi di azoto di molecole d'aria raccolte in Antartide e in Tasmania per identificare quelli di origine metabolica (azoto-14) dovuti ai microrganismi e distinguerli da quelli prodotti naturalmente dalle foreste e dagli oceani (azoto-15).
[fonte c.d.s.]

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