Sempre più stress per il troppo lavoro

La ricerca: colpita una persona su quattro. Troppe aziende insensibili alle esigenze delle persone.
Il lavoro logora anche chi ce l’ha. Dipendenti demotivati da capi poco inclini a condividere obiettivi e strategie, luoghi di lavoro così poco a misura d’uomo da far cadere in depressione anche dopo meno di otto ore.

E poi carichi di lavoro in crescita proporzionale ai tagli occupazionali, aziende incapaci di «ascoltare» i propri dipendenti quando il malessere nasce fuori dall’ambiente di lavoro. Così un lavoratore su quattro è colpito dalla «sindrome da stress da lavoro correlato».

A rivelarlo è un’indagine della Fiaso, la Federazione di Asl e Ospedali, che ha studiato il fenomeno e messo in atto la cura per combatterlo, partendo da un campione rappresentativo di quindici Aziende sanitarie. Con risultati sorprendenti, considerato che far lavorare i propri dipendenti in un clima più favorevole ha fatto scendere la percentuale degli stressati in ufficio o in corsia dal 25 per cento sotto la quota fisiologica del 10.

Una lezione che faranno bene a mandare a memoria imprese pubbliche e private anche al di fuori dell’ambito della sanità, visto che lo stress da lavoro costa parecchio caro a tutte le economie dell’area Ue: oltre 20 miliardi l’anno tra la perdita di produttività e il 60 per cento di tutte le assenze per malattia, dicono i dati riportati dalla ricerca.

Un problema serio, del quale l’Europa si è accorta già da tempo. Tanto da stipulare nel 2008 uno specifico accordo tra imprese e parti sociali, che poi l’Italia ha provveduto a recepire con un decreto ad hoc, dichiarando guerra allo stress in tutti i luoghi di lavoro, siano essi pubblici che privati, a partire dal 1° gennaio di quest’anno.

E proprio la sanità ha fatto da apripista. Innanzitutto rilevando i principali fattori che rendono insopportabile il «clima» in ufficio: in primo luogo gli eccessivi carichi di lavoro, frutto di una politica di blocco quasi permanente delle assunzioni; i problemi di conciliazione tra lavoro e famiglia; i trasferimenti o i cambi di mansione.

Per le donne poi scatta anche il fattore «maternità», che mette sotto tensione una gestante su due. Non tanto perché sia stressante la dolce attesa, quanto per la paura di non ritrovare il proprio posto al ritorno dal periodo di maternità e per le tensioni che a volte si creano con i colleghi oberati di lavoro, causa mancate sostituzioni.

Tanti fattori che trasformano in una sofferenza chiudere la porta di casa per raggiungere la propria postazione. Tant’è – spiegano i curatori della ricerca – che sono in aumento esponenziale anche gli incidenti da e per il luogo di lavoro. «In sanità, poi, è comprovato che chi è maggiormente sottoposto a stress lavorativo commette anche più errori in corsia», rivela il coordinatore della ricerca, Giancarlo Sassoli, che dirige la Asl 12 della Versilia.

Anche per questo il «Laboratorio Fiaso» è passato dalla rilevazione dei fattori di stress alla messa a punto delle strategie per combatterlo. Per esempio, insegnando ai dirigenti come «fare squadra», aprendo sportelli d’ascolto per i dipendenti con difficoltà familiari o sociali, prevedendo training di inserimento lavorativo per i neo-assunti o, ancora, personalizzando gli orari di lavoro per farli meglio conciliare con la vita lavorativa.

Risultato: stressati in calo del 60 per cento e crollo delle assenze per malattia. «Nella mia Asl Cuneo 2 dove da tempo abbiamo avviato la lotta allo stress – dichiara con orgoglio Giovanni Monchiero, presidente della Fiaso – già tre anni fa eravamo al secondo posto per minor tasso di assenteismo in Italia».

E anche i dati internazionali sembrano dargli ragione, perché migliorando il «clima interno», la produttività cresce del 27 per cento e l’indice di gradimento dei clienti raddoppia.

Ora le Aziende Sanitarie Locali si dicono pronte a esportare la loro esperienza anche nel resto del mondo lavorativo. Dove però dovranno armarsi per combattere anche un altro tipo di stress: ovvero quello da lavoro sempre più precario.
[fonte lastampa]

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