Sisma in Emilia: gli sfollati sono 7.000, allestiti due nuovi campi. Un sindaco: "Abbandonati dal governo centrale"

E' passata una settimana da quando, alle 4.04 del 20 maggio, una scossa di magnitudo 5.9 ha sconvolto l'Emilia tra Modena e Ferrara. Gli sfollati sono 7.000 e le scosse continuano. Pur tra mille difficoltà, gli abitanti vogliono andare avanti. Ma hanno paura di essere abbandonati.

Due nuovi campi d'accoglienza - Due nuovi campi d'accoglienza, uno a San Carlo (Ferrara) e l'altro a Medolla (Modena), per ospitare la popolazione delle zone colpite dal terremoto. A sette giorni dal sisma continua il lavoro della Protezione civile dell' Emilia-Romagna e dei suoi volontari, che con vigili del fuoco e tecnici stanno verificando l'agibilità degli edifici danneggiati. Oramai gli sfollati sono 7.000. Lo spiega la Regione Emilia-Romagna. A San Carlo, frazione di Sant'Agostino, particolarmente colpito dal fenomeno della 'liquefazione' delle sabbie, è stato allestito tra ieri e oggi un campo per il centinaio di famiglie evacuate per motivi di sicurezza due giorni fa. Gestito dal Dipartimento e dall'associazione volontari della Protezione civile nazionale, il campo può ospitare fino a 250 persone. Ora ne assiste circa cento. Il secondo campo è in corso di allestimento a Medolla, nel Modenese.

I timori del sindaco di Finale Emilia - Intanto il sindaco di Finale Emilia, Fernando Ferioli, è critico nei confronti di Monti: "Non ci sentiamo abbandonati dalla Nazione, che ci sta dando grande prova d'affetto. Il problema è il Governo centrale". Il problema più sentito nelle zone sconvolte dal sisma, spiega, è il lavoro: "Non ci abbandonate da questo punto di vista". Perché ben vengano le sospensioni di tributi come l'Imu "ma se poi non hai il lavoro...". Tanto varrebbe consentire di utilizzare quel che si risparmia con la sospensione dei pagamenti per "far ripartire l'azienda, la fabbrica, riparare il capannone. Abbiamo bisogno di questo, e ne abbiamo bisogno in fretta". Non teme invece il sindaco di essere lasciato solo dalla Regione Emilia-Romagna. "Con Errani c'é un contatto diretto. So come raggiungerlo. Con lui ho un buon rapporto, si è detto disponibile 24 ore su 24, e gli credo. Ma è arrivare a livello superiore che mi preoccupa". Continua intanto senza sosta la messa in sicurezza degli edifici. Questa mattina protagonisti assoluti sono stati i militari del Genio Ferrovieri dell'Esercito.

La demolizione della ciminiera di Bondeno - Nella zona di Bondeno (Ferrara) hanno demolito in modo 'controllato' la cima della ciminiera alta 45 metri. Risaliva al 1916 ed era parte di una fabbrica per la trasformazione del pomodoro, oggi in disuso e pericolante. Il terremoto aveva provocato fratture e torsioni dell'ultimo pezzo delle torre, che ad ogni nuova scossa rischiava di cadere sulla provinciale 69, la 'Virgiliana' che va da Ferrara a Mantova. Oltre 40 tonnellate di ciminiera sono rovinate a terra da 30 metri in modo "chirurgico", senza nessun danno a cose, tantomeno persone.

Tecnici e psicologi per aiutare gli emiliani - Sono in tanti a lavorare per rimettere in piedi questo fazzoletto d'Emilia. I tecnici cartografici della Provincia di Modena, per esempio, hanno fatto una mappatura dei beni culturali a rischio, informatizzata e 'georeferenziata'. Servirà a guidare gli interventi per la salvaguardia. Ma per aiutare la gente ferita dal terremoto sono scesi in campo anche gli psicologi della associazione 'Rivivere', specializzati nel supporto in momenti traumatici, guidati da Francesco Campione, docente di psicologia delle situazioni di crisi della Scuola di specializzazione dell'Università di Bologna.
[fonte tiscali]

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