La Via Lattea e Andromeda si scontreranno

La Terra si trova nel sistema solare, che si trova in un braccio della Via Lattea, che è una galassia e che si sta avvicinando inesorabile ad Andromeda, un'altra galassia. Un giorno, molto lontano, le due galassie si scontreranno, scompaginando buona parte della loro geografia e del cielo per come lo abbiamo sempre visto dalla Terra. La collisione, hanno spiegato ieri gli astronomi dello Space Telescope Science Institute di Baltimora, avverrà tra circa quattro miliardi di anni. Il Sole, i pianeti e molte altre stelle rimarranno probabilmente intatti, considerati gli enormi spazi che li separano, ma il gigantesco urto avrà comunque qualche conseguenza per il nostro sistema solare, che sarà proiettato in una nuova area distante dal nuovo centro galattico.

La previsione dello scontro è stata resa possibile grazie all'analisi dei dati forniti da Hubble, il famoso telescopio spaziale in orbita sulle nostre teste da 22 anni. Tra il 2002 e il 2010 gli astronomi hanno studiato i minimi spostamenti di Andromeda, la galassia spirale gigante che si trova a 2,5 milioni di anni luce dalla Terra (23,7 miliardi di miliardi di chilometri), la più prossima alla Via Lattea. «Siamo stati in grado di ottenere informazioni dinamiche su Andromeda che erano rimaste nascoste agli astronomi per un secolo» ha spiegato Roeland van der Marel nel corso della presentazione della sua scoperta, insieme con il collega Sangmo Tony Sohn. Il loro lavoro sarà pubblicato nel prossimo numero della rivista scientifica Astrophysical Journal.

Che Andromeda si stesse avvicinando alla Via Lattea a una velocità di circa 110 chilometri al secondo era noto da tempo, ma con i dati fino a ora a disposizione non era stato possibile determinare la natura della collisione. Le misurazioni effettuate non consentivano di prevedere se il futuro scontro avrebbe provocato una sostanziale fusione tra le due galassie, un colpo mancato con conseguenze lievi o una collisione piena.

Gli astronomi hanno usato Hubble per tracciare lo spostamento di circa 15mila stelle in diverse zone della galassia di Andromeda. Van der Marel e colleghi hanno così potuto dimostrare che una fusione tra la nostra Via Lattea e l'altra galassia sarà inevitabile. Si incontreranno tra quattro miliardi di anni e dopo un balletto spaziale che durerà un paio di miliardi di anni, diventeranno una cosa unica generando una singola galassia. In tutto questo, il Sole sarà con ogni probabilità spostato verso l'esterno del centro della galassia e il sistema solare finirà ai margini a circa 160mila anni luce (1,5 miliardi di miliardi di chilometri) dal centro galattico.

Nonostante i profondi cambiamenti previsti, secondo van der Marel la Terra e altri pianeti avranno buone chance di sopravvivenza. È invece molto più difficile prevedere se per allora sarà rimasto qualcosa sul nostro pianeta, non solo per la nostra tendenza a consumarne già oggi poco responsabilmente le risorse, ma anche per la naturale evoluzione del Sole. La nostra stella diventerà sempre più calda nel corso dei prossimi miliardi di anni, a tal punto da rendere invivibile il nostro pianeta probabilmente prima dello scontro con Andromeda.
[fonte yahoo]

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