Non potranno essere più candidati quanti abbiano condanne definitive

Sì dell'Aula della Camera sulla prima delle tre fiducie poste a Montecitorio dal governo sul ddl anticorruzione.
 
La prima fiducia è passata con 461 sì, 75 no e 7 astenuti. La votazione è stata palese e per appello nominale: ciascun deputato è passato davanti al banco della presidenza esprimendo ad alta voce il proprio voto. Hanno votato a favore della fiducia sull'articolo 10 del ddl anticorruzione Pdl, Pd, Udc, Popolo e Territorio. Contro l'Idv e la Lega. Fli non ha partecipato al voto. In base al testo approvato, sostanzialmente non potranno essere più candidati quanti abbiano condanne definitive. Per essere più precisi l'articolo 10 del ddl anticorruzione contiene la delega al governo per disciplinare l'incandidabilità di chi ha una condanna definitiva, entro un anno.
 
In corso dibattito su 2^ fiducia - Intanto in Aula è in corso il dibattito sulla seconda fiducia che il governo ha posto sul ddl anticorruzione. Questa è riferita all'articolo 13 del disegno di legge, che definisce i reati di corruzione tra privati e di traffico di influenze.
 
Nel Pdl in 22 non partecipano al voto sull'articolo 10 - Nel PdL, 22 deputati non partecipano al voto di fiducia chiesto dal governo sull'articolo 10 del ddl anticorruzione; 3 sono in missione; e in 3, Alessandra Mussolini, Lino Miserotti e Maurizio Bianconi, votano contro; 6 gli astenuti tra cui Gaetano Pecorella e Antonio Martino. Per il Pd, invece, disertano l'Aula in 5, tra cui i tesorieri del Pd Antonio Misiani e quello dei Ds Ugo Sposetti; 3 risultano in missione; nessun voto contrario. Al momento della 'chiama', non si presenta nell'emiciclo l'intero gruppo di Fli, ad eccezione della relatrice Angela Napoli. Presenze record nell'Udc: su 38 deputati votano in 36. Rocco Buttiglione risulta in missione. Unico assente Gianluca Volonté. Tra i pidiellini assenti: Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Luca D'Alessandro. Lega e Idv dicono 'no' o sono assenti, come Umberto Bossi e Roberto Maroni.
 
La posizione del Pd - Sul tema la pronuncia del Pd è chiara. "La politica deve essere sottoposta a norme precise di incandidabilità: sono passati 20 anni da tangentopoli e questo paese non ha ancora norme in materia, e ciò è abnorme", sostiene Oriano Giovannelli per il Pd in dichiarazione di voto sulla fiducia posta alla Camera sul ddl anticorruzione. "Avremmo preferito non una delega, ma ogni compromesso trasparente che fa fare un passo avanti al sistema è benvenuto. I ministri si assumono una grande responsabilità: garantire l'operatività dei decreti delegati prima delle prossime politiche", ha concluso, aggiungendo: "Questa legge è un passo avanti e questo passo avanti lo sottolineeremo con la fiducia".
 
Fli non partecipa al voto - Da segnalare la posizione di Fli che ha deciso di non parteciperà al voto di fiducia sull'art. 10 del ddl anticorruzione, votando a favore nelle due successive votazioni. Lo ha annunciato il capogruppo Benedetto Della Vedova nell'Aula della Camera. L'art.10 è quello sulla incandidabilità dei condannati.
 
La Lega annuncia il no - "La Lega Nord non voterà la fiducia sull'articolo 10 del ddl anticorruzione perché ancora una volta questo governo ha dimostrato di non avere una maggioranza. Se ci fosse stata una maggioranza solida non sarebbe servito mettere la fiducia su una tematica così importante per il Paese". Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato della Lega Nord, Matteo Bragantini, durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia all'articolo 10 che delega il governo entro un anno ad adottare un decreto legislativo per l'incandidabilità dei condannati. "Questo provvedimento è stato bloccato per cinque mesi a causa delle spaccature fra il governo e la maggioranza, dimostrando l'inconcludenza di un esecutivo che non sta facendo nulla per i cittadini e di una maggioranza piegata al volere dei tecnici. A questo Stato non servono i professori, ma cittadini che facciano politica con idee chiare e trasparenti", ha concluso.
 
Pdl: voteremo le tre fiducie - "Pur nella convinzione che questo provvedimento avrebbe avuto bisogno di un maggiore approfondimento e sarebbe potuto essere assai più incisivo di quanto invece risulterà per volere del governo, voteremo le tre fiducie di oggi - e invitiamo i colleghi a farlo - per non consentire a questo esecutivo la furbata di accusare il Popolo della Libertà di non avere a cuore il tema della lotta alla corruzione. Tema che proprio il Pdl, su proposta del segretario Angelino Alfano, ha posto per primo all'attenzione del parlamento". Lo dichiarano in una nota congiunta il vice presidente vicario del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro e l'ex-ministro della Gioventù, Giorgia Meloni.
 
Gasparri: "In Senato verificherò che non ci sia una norma salva Penati" -  "Quando il provvedimento anti corruzione arriverà al Senato, verificherò quello che molti sostengono e cioé che il disegno di legge, su cui il governo Monti chiede tre volte la fiducia, contenga una norma 'salva Penati'. Si tratta del noto braccio destro del segretario del Pd Pierluigi Bersani, indagato per lo scandalo di Sesto San Giovanni che richiama tutta una serie complessa di vicende, che investono situazioni non soltanto locali. Se così fosse ci troveremmo dinanzi ad una grave contraddizione". Lo sostiene il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri che avverte: "non ho alcuna intenzione di dare il mio consenso ad una norma pro corrotti travestita da anti corruzione". "Quando il provvedimento sarà al Senato approfondiremo la questione ma sia chiaro fin d'ora che c'é un limite a tutto" conclude Gasparri che titola il suo comunicato con la frase "norma salva Penati al Senato non passerà"
[fonte tiscali]

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