Scoperta una foresta di fitoplancton sotto i ghiacci dell'Artico

L'Artico è molto meno povero di vita di quanto si immaginasse: lo dimostrano le brillanti ed estese fioriture di minuscole alghe individuate sotto i ghiacci. Le distese di fitoplancton, che si credeva potesse crescere solo nelle acque libere dai ghiacci, sono state scoperte dalla spedizione americana Icescape e ora sono controllate grazie alle immagini dei satelliti. Il resoconto della missione, coordinato da ricercatori dell'università californiana di Stanford, è stato pubblicato sull'ultimo numero di Science Express. Nei periodi estivi, le acque attorno ai ghiacci artici sono caratterizzate da un sottile strato di fitoplancton (un eterogeneo insieme di microorganismi in grado di attuare la fotosintesi) che si sviluppa prevalentemente a una profondità tra i 20 e 50 metri.
 
Scoperta era del tutto inaspettata - Fino ad ora si riteneva che questi organismi non potessero sopravvivere al di sotto degli strati di ghiaccio, in quanto necessitano della luce del sole per produrre energia e sopravvivere. Durante la missione Icescape (Impacts of Climate on EcoSystems and Chemistry of the Arctic Pacific Environment) del 2011, per la prima volta si è individuato un inatteso brulicare di vita nelle acque sotto la banchisa. Uno strato di microorganismi fotosintetici, quattro volte più esteso di quello individuato nelle acque aperte, popola infatti le acque superficiali sotto i ghiacci addentrandosi fino a oltre cento chilometri. Secondo i ricercatori i microorganismi sarebbero in grado di utilizzare la luce del sole che filtra attraverso lo strato di ghiaccio.
 
La luce in grado di filtrare ha un ruolo fondamentale nello sviluppo di questo ecosistema - La scoperta ha ovviamente una grande rilevanza per lo studio delle dinamiche, e soprattutto le evoluzioni future, della disponibilità di cibo e materia organica (il fitoplancton rappresenta la base delle catene alimentari marine) delle acque artiche. Inoltre, osservano i ricercatori, il progressivo assottigliamento dello strato di ghiaccio, e il conseguente aumento di luce in grado di filtrare, potrebbe giocare un ruolo decisivo nella dinamica di questo ecosistema finora sconosciuto.
[fonte tiscali]

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