Il morbo di Alzheimer sarà presto sconfitto, nel 2013 potrebbe esserci la svolta


I prossimi mesi potrebbero essere decisivi nella lotta all'Alzheimer. Lo afferma uno studio del centro ricerche GlobalData, pubblicato in occasione della giornata mondiale sull'Alzheimer che si celebra domani nel mondo. "L'anno che arriva vedrà un test clinico dell'università di Santa Barbara che cercherà di ricondurre la malattia ad una specifica mutazione genetica - spiega il rapporto - e ricerche su alcuni farmaci contro le placche amiloidi, anche se fallimentari in questo momento, continueranno in maniera più ottimistica grazie a una molecola molto promettente, il gantenerumab.

Possibili collegamenti tra Alzheimer e diabete - Inoltre il 2013 vedrà molte ricerche sul sospetto link tra Alzheimer e diabete, che potrebbe avere implicazioni enormi. Questo unito al sempre maggiore supporto delle istituzioni nazionali potrebbe far celebrare il periodo tra domani e la giornata contro l'Alzheimer del 2013 come il più ricco di successi nella storia della lotta alla malattia".
Biomarker possono portare a una diagnosi precoce - Molto promettenti, spiega il documento, sono anche le ricerche sui biomarker della malattia che possono portare a una diagnosi precoce, che darebbe benefici anche ai farmaci in sperimentazione: "L'approccio con i farmaci sarebbe molto più efficace se iniziato prima dell'inizio dello sviluppo delle placche amiloidi che causano la malattia - si legge - tre sperimentazioni in questo senso inizieranno nell'autunno del 2012, per verificare se i farmaci sono efficaci nei pazienti asintomatici".

Resta aperto il tema assistenza - Ma se la ricerca offre nuove speranze resta aperto il tema assistenza, come ricorda CnAMC (Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici) di Cittadinanzattiva che chiede al ministro della Salute Renato Balduzzi, di occuparsi anche di rafforzare assistenza domiciliare e riabilitazione. "Vogliamo richiamare l'attenzione delle Istituzioni e della politica sulla necessità di supportare le persone affette da questa patologia e i loro familiari, purtroppo abbandonati a loro stessi", ha dichiarato Tonino Aceti, responsabile del CnAMC. "In particolare chiediamo che all'articolo uno, sul riordino dell'assistenza territoriale - ha aggiunto - vengano affrontate anche le questioni del potenziamento dell'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), dell'assistenza territoriale residenziale e semiresidenziale, nonché della riabilitazione".
[fonte tiscali]

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