Fine del mondo o fine di un'era? Ecco come il mondo accoglierà il 21 dicembre


Esperti e archeologi sono inferociti: la fine dell'era Maya, il 21 dicembre, non ha nulla a che vedere con la fine del mondo e anzi evidenzia come l'ignoranza e la superstizione restino sorde alle spiegazioni più plausibili. Perché, sottolineano con forza, il 23 dicembre (non il 21 si badi bene) non finirà il mondo ma solo la 'lunga era Maya' e, nel suo andamento ciclico, ne nascerà un'altra. Un avvenimento quindi da festeggiare - nella parte del mondo che è stata il regno dell'antico popolo precolombiano - da temere altrove, e anche su cui ironizzare e fare satira (soprattutto sul Web). 

Poi ci sono gli affari - Il Messico e gli altri paesi dell'America centrale interessati all'avvenimento, Belize, Honduras, Guatemala, El Salvador, stanno accogliendo frotte di turisti curiosi del 'mundo May' e nei luoghi archeologici c'é già quasi il tutto esaurito; complici anche i prezzi stracciati praticati dalle strutture turistiche: basti pensare che in Messico tra i cinque migliori alberghi dei siti archeologici non ce n'é uno che costi più di 38 dollari. Ovunque sono previste manifestazioni, concerti, fuochi d'artificio, discorsi e persino due presidenti - quello guatemalteco Otto Perez e quello honduregno Porfirio Lobo - parteciperanno alle celebrazioni a suggellare il carattere religioso-simbolico della giornata. Ad altre latitudini però aumentano i timori (e la voglia di fare affari).

Sopravvivere con la vodka - Ben nota è l'iniziativa di una imprenditrice di Tomsk, nella Russia siberiana, che ha approntato e sta vendendo a 30 dollari un 'kit di sopravvivenza', vodka compresa. Locali e discoteche sfruttano la situazione e tra i più creativi si segnalano gli ucraini: a Sinferopoli, in Crimea, si tengono corsi gratis per preparare la gente ad affrontare la fine del mondo, mentre un tour operator vende viaggi per il paradiso (15 dollari) e per l'inferno (più caro, 18 dollari). Ecco perché il gran mufti Mehmet Gormez, principale autorità religiosa musulmana di Turchia, ha definito "falsi scenari apocalittici" i timori della gente e si è sentito in dovere di diramare un comunicato nel quale parla di "superstizione" e invita i fedeli "a non prestarvi attenzione". E così la polizia di Shanghai, in Cina, che è stata costretta a mettere sull'equivalente di Twitter un messaggio simile: "La fine del mondo è solo fantasia... non ci credete, non vi fate truffare". Nonostante questo una donna di 54 anni ha ottenuto un grosso prestito perché, ha detto, "volevo fare del bene ai bambini poveri prima della fine del mondo", mentre gli abitanti di un villaggio rurale del Sichuan sono andati in massa a comprare migliaia di candele per "quel giorno" (la fine del mondo non è forse buio assoluto?).

Si salva solo la Puglia - Se il 24% dei cileni ha già stabilito che il 21 non andrà a lavorare e il 33% ha chiesto l'anticipo dello stipendio, alcune aziende che vendono bunker prefabbricati hanno visto aumentare richieste di informazioni e fatturato: una fabbrica della CALIFORNIA ne costruisce di superlusso con una capacità di alcune decine di persone, e molto attive sono anche alcune aziende italiane. Eppure, a Cisternino, in Puglia, i seguaci della setta indiana Babaji dicono che ci si salverà solo lì, e il piccolo villaggio di Bugarach, nei Pirenei, è diventato meta dei timorosi perché ritenuto l'unico posto in grado di fare da scudo alla devastazione della fine del pianeta.

Usa: i catastrofisti-romantici - Poi ci sono gli USA: la Nasa ha addirittura messo a punto il programma 'Ask an astrobiologist' dove si risponde alle domande dei più ansiosi, mentre è nato il sito per catastrofisti romantici Survivalsingles.com per scambiarsi tenerezze "fino alla fine dei giorni". Il tutto è ovviamente diventato bersaglio di feroce satira sul Web: i navigatori hanno deciso di non pagare le tasse, di smettere la dieta, di fare outing, o di cambiare vita... Ma la più sarcastica presa di posizione istituzionale è venuta dalla premier australiana Julia Gillard che – quasi rispondendo a "gli alieni sono tra noi" del premier russo Medvedev – ha proclamato: "Coraggio australiani, il governo è con voi per aiutarvi a combattere contro gli zombi, le bestie demoniache e il trionfo del pop coreano".
[fonte tiscali]

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