Cresce l'emergenza specie invasive in Europa, Italia la più colpita dalla zanzara tigre


Dalla zanzara tigre al giacinto d'acqua, cresce la minaccia delle specie “aliene” invasive in Europa. A lanciare l'allarme è l'ultimo rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea), che sottolinea come questi flagelli provenienti da altri continenti abbiano un impatto crescente non solo a livello ambientale, ma anche economico e sulla salute umana. Ma sono in arrivo norme di contrasto da parte dell'Ue. “L'indicatore che abbiamo elaborato per la prima volta in Europa - spiega Piero Genovesi dell'Ispra, coautore del rapporto dell'Aea - rileva una crescita drammatica del fenomeno: la minaccia aumenta senza nessun segnale di rallentamento”. E l'Italia, crocevia di merci via mare e via terra, non è stata risparmiata da queste invasioni biologiche, vere e proprie bombe ad orologeria.

Italia la più colpita dalla zanzara tigre - “L'Italia è di gran lunga il Paese più colpito in Europa dalla zanzara tigre, un esempio di una specie invasiva che ha un impatto sulla salute: è un vettore di circa 20 virus diversi, come febbre gialla e chikungunya” afferma Genovesi. “La comparsa della febbre chikungunya in Nord Italia nel 2007 ha dimostrato la serietà del problema - aggiunge Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'Aea - e l'importanza della sfida potrebbe crescere: le proiezioni dei cambiamenti climatici mostrano che la zanzara tigre probabilmente si diffonderà ancora, in particolare nel Mediterraneo, ma anche più a Nord”. Altra specie straniera che costa caro al sistema sanitario è l'Ambrosia artemisifolia, una pianta nordamericana con un enorme potere allergenico. “Circa il 10%-20% di quanti soffrono di allergia al polline - racconta l'esperto dell'Ispra - ne vengono colpiti, quasi un caso su cinque, e le reazioni arrivano anche a 200 km di distanza dalla pianta. Per di più l'ambrosia ha degli effetti sinergici con altre specie allergeniche”. L'impatto sanitario è rilevante, in Europa si stimano costi diverse centinaia di milioni di euro l'anno. “In Italia solo nella provincia di Milano si contano due milioni di euro all'anno di spesa sanitaria per l'allergia causata dall'ambrosia” spiega l'esperto dell'Ispra.

Poi ci sono invasioni biologiche che provocano danni alla biodiversità, ma anche all'economia - “E' il caso del gambero rosso della Louisiana - spiega Genovesi - un gambero di fiume che sta provocando l'estinzione dell'unico gambero autoctono, ormai in forte calo. Lo stesso gambero della Louisiana scava le rive di canali e corsi d'acqua per costruirvi la propria tana, provocando un'erosione notevole e a volte il crollo degli argini”. Le nuove specie a volte si adattano fin troppo bene al nuovo ambiente, come il punteruolo rosso delle palme. Dopo aver divorato tante palme nel Mediterraneo, “il sospetto è che stia attaccando anche l'unica specie locale in Italia, la palma nana”. Altra minaccia è il giacinto d'acqua, una specie ornamentale legalmente in commercio, che a Cagliari ha richiesto l'intervento delle ruspe per liberare corsi d'acqua letteralmente invasi. “Quello che succede è che di specie aliene ne arrivano tante e alcune di queste, spesso perché non hanno nemici naturali, esplodono, a volte con effetti drammatici” afferma Genovesi. Un sistema di allerta in Europa ancora non c'è e molto dipenderà dalle proposte in arrivo dalla Commissione europea. “Non basterà lavorare sulla prevenzione e redigere una lista nera delle minacce già conosciute, occorrerà monitorare quali sono le specie che stanno colpendo le altre regioni del mondo, con cui abbiamo più scambi commerciali, come l'Asia e il Nordamerica”, conclude l'esperto.

Dall'Unione europea arrivano le norme per il contrasto - “Siamo pronti ad adottare la nuova legislazione nelle prossime settimane” ha annunciato Janez Potocnik, commissario Ue all'ambiente, in una conferenza al Parlamento europeo spiegando che prevedono soprattutto un grande lavoro in materia di prevenzione. Il primo passo è l'approvazione di una sorta di 'lista nera' per vietare l'ingresso nell'Ue di potenziali minacce comuni. “Queste specie - ha spiegato Potocnik - saranno identificate con un approccio basato sul rischio: possono avere un impatto potenziale su diversi Stati, oppure sono così dannose da meritare un approccio coordinato". Altrimenti il passo successivo è la rimozione di popolazioni limitate o la gestione e il controllo delle specie invasive già presenti, per bloccarne la diffusione. "Vogliamo avere un solido sistema di allerta e prevenire danni economici, all'ambiente, alla salute: è chiara la necessità di un intervento e questo va riconosciuto ai massimi livelli politici", ha concluso il commissario.
[fonte tiscali]

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