Ecco come la cocaina danneggia il cervello


Alla base c'è un'alterazione della funzione delle sinapsi, ovvero i ponti di comunicazione tra i neuroni. Lo studio dell'Università Cattolica del Sacro Cuore-Policlinico Gemelli di Roma e i colleghi dell'Università degli Studi dell'Insubria di Varese.

E' un passo avanti contro la dipendenza da cocaina. I ricercatori dell'Università Cattolica del Sacro Cuore-Policlinico Gemelli di Roma e i colleghi dell'Università degli Studi dell'Insubria di Varese, hanno scoperto in che modo questa droga provochi un danno al cervello. Hanno inoltre evidenziato la possibilità di prevenire le disfunzioni neuronali e i comportamentali causate dall'abuso di cocaina. Il test,  svolto sui topi da laboratorio, è stato coordinato dal professor Marcello D'Ascenzo e dal professor Claudio Grassi dell'Istituto di Fisiologia Umana dell'Università Cattolica di Roma, la ricerca, finanziata dall'Istituto Italiano di Tecnologia, è stata appena pubblicata sulla rivista Brain. 

Gli esperti hanno scoperto che alla base dei danni cerebrali causati dalla cocaina c'è un'alterazione della funzione delle sinapsi, i ponti di comunicazione tra i neuroni. Tale alterazione è dovuta alla diminuzione della concentrazione di una piccola molecola, la D-serina, indispensabile per assicurare una corretta comunicazione tra i neuroni a livello delle sinapsi. "Sebbene siano necessarie ulteriori indagini, i risultati di questo studio potrebbero rappresentare un punto di partenza verso il possibile impiego della D-serina come farmaco nel trattamento della dipendenza da cocaina", spiegano gli autori dello studio.

"Abbiamo dimostrato che l'abuso cronico di cocaina induce, in animali da esperimento, una diminuzione della concentrazione di D-serina nel nucleus accumbens, un nucleo cerebrale coinvolto nei fenomeni di dipendenza da sostanze psicostimolanti", spiega il professor D'Ascenzo. "Tale deficit molecolare - continua il fisiologo della Cattolica - determina, in questa area cerebrale, una ridotta capacità dei neuroni di modificare l'efficienza della trasmissione sinaptica (plasticità sinaptica) che è alla base delle alterazioni comportamentali indotte dalla cocaina". L'équipe del professor D'Ascenzo e del professor Grassi (costituita dai ricercatori Livia Curcio, Maria Vittoria Podda, Lucia Leone, Roberto Piacentini e Alessia Mastrodonato) ha inoltre dimostrato che la somministrazione "locale" di D-serina a livello nel nucleus accumbens previene, nei ratti, lo sviluppo di una caratteristica alterazione comportamentale indotta dalla cocaina, ovvero la sensibilizzazione locomotoria (processo per cui si determina un aumento progressivo e permanente dell'attività motoria). 
[fonte rep.ca]

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