Istat: in Italia 6,7 milioni in grave difficoltà economica ma chi lavora è soddisfatto. Pil ancora in calo, -2.4


È un Italia in chiaroscuro quella che emerge dai rapporti dell’Istat e del Cnel (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) ma la fotografia degli italiani presenta lati più oscuri che luminosi. Sono infatti 6,7 milioni le persone in Italia in grave difficoltà economica, cioè coloro che non sono in grado di affrontare una spesa imprevista di 800 euro o non possono riscaldare adeguatamente casa o sono in arretrato con i pagamenti dell'abitazione o non riescono a fare un pasto a base di proteine ogni due giorni. E' questo il risultato del primo Rapporto sul benessere equo e sostenibile, Bes 2013, presentato dall'istituto di statistica su una serie di indicatori che si affiancano al Pil per misurare il benessere di un paese.

Rischio povertà - In un solo anno, nel 2011, il dato sugli individui in grave difficoltà è peggiorato decisamente passando dal 6,9% della popolazione pari a 4,2 milioni di persone a 6,7 milioni pari all'11,1%, con un incremento di 4,2 punti percentuali. Cresce anche il rischio povertà: calcolato sul reddito del 2010 nel Centro tale rischio è passato dal 13,6% al 15,1%, e nel Mezzogiorno dal 31% al 34,5%.

Italiani soddisfatti del loro lavoro, voto 7 - Insomma c’è crisi ma almeno chi è occupato è appagato. Gli italiani si dicono soddisfatti del proprio lavoro esprimendo un voto positivo, pari al 7,3 in una scala da zero a dieci.

Italiani non si fidano dei partiti, 2 in pagella - Insoddisfazione è invece espressa nei confronti dei partiti politici. La fiducia media dei cittadini verso i partiti, su una scala da 0 a 10, è pari ad appena 2,3. E la sfiducia investe anche il Parlamento, i consigli regionali, provinciali e comunali, il sistema giudiziario. Una sfiducia trasversale, rilevano i dati riferibili a marzo 2012, che attraversa tutti i segmenti della popolazione, tutte le zone del Paese, le diverse classi sociali. A marzo 2012, il dato peggiore sul fronte della fiducia dei cittadini verso le istituzioni riguarda i partiti politici: la fiducia media dei cittadini verso i partiti politici, su una scala da 0 a 10, è pari ad appena 2,3; seguono il Parlamento (3,6), le amministrazioni locali (4) e la giustizia (4,4). Le sole istituzioni verso le quali i cittadini esprimono fiducia sono i Vigili del fuoco e le Forze dell'ordine, che insieme raggiungono 7,1, come media tra i Vigili del fuoco (8,1) e le Forze dell'ordine (6,5).

Pil -2,4 in 2012 - E intanto il Pil scende ancora. Nel 2012 è calato del 2,4%: nel quarto trimestre ha segnato -0,9% rispetto al trimestre precedente e su base annua -2,8%. La variazione acquisita per il 2013 è pari a -1,0%. Il quarto trimestre del 2012 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e una in più rispetto al quarto trimestre del 2011.

Si vive sempre di più ma restano forti disuguaglianze sociali - Per contro, la vita media continua ad aumentare e l'Italia è tra i Paesi più longevi d'Europa. Le donne, a fronte dello storico vantaggio in termini di longevità, che tuttavia si va riducendo, sono più svantaggiate in termini di qualità della sopravvivenza: in media, oltre un terzo della loro vita è vissuto in condizioni di salute non buone.

Reati diminuiti ma aumenta il senso d'insicurezza - Ci sentiamo più insicuri ma è solo una sensazione visto che, a partire dagli inizi degli anni Novanta, la criminalità ha registrato una generale diminuzione sia per i reati contro il patrimonio che per gli omicidi. Dal 2002 al 2009 però il senso d'insicurezza (che deriva anche dal degrado del contesto in cui si vive) è aumentato. Per gli omicidi, i furti di auto e gli scippi il trend decrescente è stato continuo (dal 1992 al 2011 i tassi per 100.000 abitanti passano per gli omicidi da 2,6 a 0,9, per gli scippi da 100,2 a 29,1, per i furti di autoveicoli da 572,6 a 327,3). Per i borseggi il calo si è interrotto nel 1998 e negli anni successivi l'andamento è rimasto oscillante. Per i furti in abitazione, il trend è in crescita dal 2006 (con forte variabilità), dopo la decisa flessione registrata fino ai primi anni Duemila (da 341 nel 1992 a 296 nel 2002). Il calo delle rapine si interrompe già nel 1995 (da 55,9 del 1992 a 50,3 nel 1995) quando si evidenzia un'importante ripresa che dura fino al 2007 (86,2) e si interrompe negli anni successivi. Sulla base dei dati recenti, nel 2011 borseggi e furti in appartamento sembrano essere nuovamente in crescita.

Allarme paesaggio, oltre 15 case abusive ogni 100 legali - In Italia il patrimonio storico e artistico soffre delle contenute risorse economiche destinate al settore (la spesa pubblica che l`Italia destina alle attività culturali è pari allo 0,4% del Pil) e dell`insufficiente rispetto delle norme: oltre 15 abitazioni abusive ogni cento costruite legalmente. E la costruzione di edifici non risparmia le zone tutelate: la loro densità è cresciuta del 23,6% nelle aree costiere e 26,6% sulle pendici vulcaniche. Il dossier ricorda anche che il paesaggio è minacciato da una continua e spesso incontrollata espansione edilizia: le regioni agrarie affette da “urban sprawl” (la transizione da rurale a urbano) rappresentano, in superficie, il 20% del territorio nazionale.
[fonte tiscali]

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