Nord Corea minaccia: "Nullo l'armistizio, se Usa e Seul non sospendono esercitazioni"


Pyongyang pronta ad annullare gli accordi che misero fine alla guerra con la Corea del Sud, nel 1953, contro l'ipotesi di nuove sanzioni e contro i test militari congiunti. Nel pomeriggio la riunione del Consiglio di Sicurezza Onu. John Kerry: "Kim Jong-un provi la sua buona fede e avvii negoziati".

La Corea del Nord minaccia di interrompere il cessate il fuoco che ha messo fine alla guerra con Seul, a causa delle sanzioni occidentali e delle esercitazioni congiunte fra Corea del Sud e Usa. Pyongyang risponde così, con una dichiarazione del comando militare supremo, dopo la pubblicazione della notizia che Usa e Cina avrebbero raggiunto un accordo su una nuova bozza di risoluzione Onu contro il Paese come punizione per il test nucleare di febbraio. E in segno di protesta contro le esercitazioni militari congiunte fra Stati Uniti e Corea del sud iniziati il primo marzo. 

Un portavoce delle forze armate nordcoreane ha rincarato la dose in un intervento alla televisione di Stato in cui ha preannunciato "altre e più decise contromisure", parlando anche di "attacchi chirurgici mirati" per riunificare la penisola coreana e di un "congegno di precisione nucleare" che potrebbe essere impiegato. Se le esercitazioni congiunte non cesseranno, la Corea del Nord cancellerà il proprio armistizio con il Sud il prossimo 11 marzo, specifica il comando supremo dell'esercito popolare nordcoreano. E Pyongyang si ritirerà dai tavoli di dialogo intercoreani aperti a Panmunjon, dove venne firmato l'armistizio nel 1953. 

L'armistizio pose fine al conflitto stabilendo il cessate il fuoco, la definizione dei confini lungo il 38esimo parallelo e la creazione di una zona demilitarizzata, ma tecnicamente, visto che non c'è mai stato un trattato di pace, i due Paesi sono ancora in guerra. 

Pyongyang alza dunque i toni mentre cresce la tensione della Penisola dopo gli ultimi test nucleari e lanci di razzi che hanno allarmato la comunità internazionale. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce oggi per discutere della bozza di risoluzione messa a punto dagli Stati Uniti con nuove sanzioni contro Pyongyang. "Il documento rafforza ed espande le sanzioni esistenti imponendo nuove misure restrittive, che serviranno ad impedire a sviluppare futuri test missilistici", ha spiegato l'ambasciatore Usa all'Onu Susan Rice. Anche
Pechino è soddisfatta: il delegato cinese ha detto che la risoluzione potrebbe essere adottata già giovedì.

Intanto, il segretario di Stato americano chiama in causa direttamente il leader nordcoreano. "E' molto semplice per Kim Jong-un provare la sua buona fede: non lanciare il prossimo missile. Non effettuare il prossimo test. Dire di essere pronto a negoziare": è l'appello lanciato da John Kerry, intervistato dalla Cnn nel corso della sua tappa negli Emirati Arabi.
[fonte rep.ca]

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